Figc, i primi 50 giorni di Gravina: A e B a 20 squadre, l'obiettivo è Euro 2028

Il numero 1 della Federcalcio ha commentato il suo primo mese e mezzo da presidente. Sull'Europeo 2020 e la Nazionale di Mancini: "Piena fiducia a lui e il suo staff" 

A circa un mese e mezzo dalla sua elezione a presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, traccia un primo bilancio del suo mandato e si proietta nel futuro puntando a una serie di obiettivi ambiziosi per rilanciare il calcio italiano, primo fra tutti ottenere l'organizzazione degli Europei del 2028. "Ho trovato una federazione in una fase di depressione", ha raccontato Gravina in una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport ma "oggi, forse, quel 97,20 per cento ha generato un effetto di grandissimo entusiasmo, che noi abbiamo l'esigenza di coltivare e, soprattutto, di alimentare". Il riferimento è alla maggioranza 'bulgara' che lo ha eletto, segno di una ritrovata compattezza di tutto il mondo del calcio italiano reduce dal disastro della mancata qualificazione ai Mondiali 2018 e da un'estate mai così travagliata sul fronte della giustizia sportiva.

E partendo proprio dalla delusione Mondiale, che Gravina ammette di aver "vissuto malissimo", uno dei primi argomenti toccati è quello della nuova Nazionale di Roberto Mancini protagonista di un finale di 2018 promettente. "C'è massima fiducia e disponibilità a supportare il suo lavoro e a far sì che tutti i ragazzi insieme a tutto lo staff e tutti i tifosi puntino quell'obiettivo che per noi è straordinario e strategico", ha detto il numero 1 di via Allegri a proposito della qualificazione a Euro 2020. Ma per far crescere la Nazionale servono i talenti italiani, che finalmente piano piano stanno tornando ad avere spazio anche nei grandi club. "Sono sempre stato un accanito sostenitore che in Italia, come in qualunque parte del mondo, il talento esiste. Il problema è scovarlo, soprattutto formarlo e farlo trasformare in campione", ha sottolineato Gravina.

Per ricreare entusiasmo servono anche i grandi eventi, la prossima estate l'Italia ospiterà le finali dell'Europeo U21 ma il sogno è ottenere quelli per le nazionali maggiori del 2028. "È la mia grande scommessa", ha detto Gravina. "Non possiamo non cogliere l'opportunità di un evento così importante", ha aggiunto in riferimento alla possibilità di rilanciare il piano di miglioramento delle infrastrutture. "Più che altro farei un discorso di necessità di avere stadi nuovi, moderni, accoglienti", ha spiegato. C'è poi il tema delle riforme, molto sentito, in particolare quella del format dei campionato che secondo il presidente Federale deve prevedere una "Lega di A a venti squadre, la B a venti, la Lega Pro a 60 con il semiprofessionismo e una quinta promozione".

Infine gli ultimi due argomenti caldi: il controllo sulle proprietà opache dei club e il sistema della giustizia sportiva che in estate ha rischiato di paralizzare due campionati. "Stiamo lavorando sull'istituzione del casellario di onorabilità", ha spiegato Gravina per "rendere il nostro sistema credibile in un mondo economico". "Questo significa maggiore severità, ma anche certezza sui tempi, e lavorare perché ci sia certezza nei riferimenti e nell'applicazione dei criteri e delle norme", ha ribadito Gravina. Sul tema della giustizia sportiva, il numero 1 di via Allegri ha concluso: "Ho definito quei provvedimenti una lacerazione costante. Il 18 dicembre spero che il Consiglio Federale, con molta serenità e con molta responsabilità ponga fine, con un confronto aperto, a questa situazione".
 

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