Juve, Emre Can e la frase sessista: "Non volevo offendere"

Il centrocampista ex Liverpool: "Stavo solo proteggendo un compagno riguardo a una decisione sbagliata che avrebbe potuto pregiudicare la nostra partita"

Sarà colpa dello sfogo per l'espulsione ingenerosa di CR7 durante la partita con il Valencia, ma Emre Can c'è andato dopo il match: "Ho appena saputo che è stato sventolato per la tirata di capelli. Non siamo donne, giochiamo a calcio". Una frase al limite che ha scatenato varie proteste da persone che lo accusavano di sessismo.

Giovedì mattina sono arrivate le scuse sui social del centrocampista: "Voglio chiarire meglio quanto detto dopo la partita. La mia risposta dopo aver visto il video con Ronaldo espulso ha causato qualche problema. Vorrei sottolineare che le mie parole non sono mai state intese come degradanti per donne, per il calcio femminile o per l'uguaglianza tra uomini e donne in alcun modo. Tutti quelli che mi conoscono sanno quanto rispetto io abbia per le donne e per l'uguaglianza".

"La mia intenzione - ha concluso il centrocampista bianconero - era quella di proteggere un compagno riguardo a una decisione sbagliata che avrebbe potuto pregiudicare la nostra partita. Chiedo sinceramente scusa se qualsiasi mio commento possa aver fatto del male a qualcuno".

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