De Laurentiis e la Roma: "Stessa proprietà del Liverpool? Non potrebbe fare la Champions"
Il presidente del Napoli intervistato dalla Gazzetta: scarica Sarri, elogia Ancelotti e se la prende col sindaco De Magistris

Vulcanico e polemico Aurelio De Laurentis. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, il presidente del Napoli ne spara di grosse. Nell'ordine: scarica Sarri ("sembrava lo corteggiassi, ma, in realtà, cercavo un sostituto), attacca la Roma ("un uccellino mi ha detto che la proprietà sarebbe la stessa del Liverpool. Se fosse così, non potrebbe fare la Champions"), e il sindaco di Napoli.De Magistris ("Non sa neanche cosa succede a casa sua"). Spiega la campagna acquisti del Napoli nel segno della continuità ("Ancelotti mi ha chiesto di non vendere i migliori") e elogia la Juve ("con Ronaldo ha movimentato anche il mercato degli altri".

La proprietà della Roma - "La Roma? È stata smontata e rimontata, non saprei decifrarla e non so quanto tutti questi cambi siano stati salutari. Per esempio io Alisson non lo avrei dato via neanche per 100 milioni. Per lui ne avevo offerti 60 ma i giallorossi non hanno voluto cedermelo". Quindi l'affondo contro il club di James Pallontta: "Ho sempre il dubbio che il vero proprietario della Roma sia anche quello del Liverpool, un uccellino me lo ha detto nell'orecchio qualche anno fa ma se così fosse queste due squadre non potrebbero nemmeno fare la Champions".

A questo proposito, va detto che il Liverpool appartiene a una società di diritto inglese, la UKSV Holdings Company Limited, controllata da UKSV I LLC con sede nel Delaware (paradiso fiscale Usa). Quest’ultima fa capo a Fenway Sports Group, specializzato in investimenti sportivi (Boston Red Sox di baseball, Fenway Park è il nome dello storico stadio dei Red Sox)  il cui azionista di riferimento è John W. Henry, noto uomo d'affari Usa. Probabilmente, De Laurentis fa riferimento alla presenza di Thomas R. Di Benedetto (con una piccola quota) nella compagine azionaria del Fenway Sports Group. Di Benedetto fa parte del gruppo di quattro imprenditori Usa (gli altri sono James Pallotta, Michael A. Ruane e Richard A. D'Amore) che nel 2011 hanno acquistato la Roma. Di Benedetto è stato anche (per circa un anno) presidente della società giallorossa prima di lasciare la carica a Pallotta.

La campagna del Napoli - "Dopo un triennio con Sarri era difficile continuare insieme. Davo l'impressione di corteggiarlo per arrivare al rinnovo ma in realtà ho cercato da subito un sostituto. Ho verificato le ipotesi Inzaghi e Giampaolo, poi ho pensato che, visto il rapporto che avevamo, era giusto provarci con Carletto. Lui è felice di tornare ad allenare in un campionato che sta tornando competitivo e io sono sicuro che con lui tutti i calciatori verranno valorizzati". Aggiunge il presidente del Napoli: "Poiché io rispetto i contratti ho aspettato la chiamata di Sarri che fortunatamente, con il senno del poi, non è arrivata. Mi ha chiamato solo la moglie per perorare la causa del marito - ha aggiunto il patron azzurro - ma io avevo bisogno di garanzie da parte sua e del Chelsea, altrimenti lo avrei pagato a vuoto per due anni. Volevo la certezza che il nuovo club di Sarri non avrebbe stuzzicato i nostri top player e l'ho ottenuta".

Si riparte dunque nel solco della continuità. "Esatto, abbiamo cambiato allenatore ma le altre hanno cambiato tanti calciatori. Ancelotti mi aveva chiesto di non cedere i migliori, rinunciare alle offerte per Koulibaly non è stato facile. Mi ha detto che si sarebbe adeguato lui a quello che avevamo già in rosa perché ritiene questo organico molto interessante. Carletto non è venuto qui a pettinare le bambole. Occorre pazienza e bisogna evitare di criticare. Stavolta, possiamo aspettare serenamente 7-8 partite perché nessuno può mettere in discussione la figura di Ancelotti", ha detto il patron. I tifosi però sembrano avere fretta. "Capisco siano smaniosi di vincere ma occorre far chiarezza sul fermento che si è venuto a creare in questi giorni. Occorre un distinguo - ha replicato - sui social è montata una storia contro il presidente ma non nego mica di aver deciso di fare impresa nel calcio. Questo, però, non mi allontana dai tifosi, almeno da quelli che amano la maglia incondizionatamente".

De Magistris - Poi l'attacco al sindaco di Napoli sulla questione dello stadio: "Lo stadio e la polemica con il sindaco? Questa è la dimostrazione che lui non sa nemmeno quello che succede a casa sua. Abbiamo investito nel San Paolo tantissimi soldi, De Magistris deve stare attento sennò gli scateno addosso il mio pool di legali. Se non fossi andato di persona dal governatore De Luca e mi fossi fatto dare 15 milioni per la struttura, neanche i sediolini avremmo cambiato".

Juventus - Sulla Juve e il mercato delle altre, De Laurentis la pensa così: "La Juventus ha tirato la volata attirando l'attenzione sul calcio italiano e movimentando anche il mercato delle altre. "Di certo l'Inter si è molto rafforzata mentre del Milan mi fa più paura Gattuso rispetto ai calciatori che hanno acquistato. Mi fa piacere che sia rientrato Leonardo in società e che i rossoneri tornino ad essere competitivi. Occhio al Parma, potrebbe stupire".

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