Da Manolas a Tardelli: quando l'urlo fa la storia del pallone
Un momento dove il raziocinio si mette da parte per lasciare spazio all'istinto e alle emozioni. E fermarsi è impossibile

Un grido 'acuto e prolungato': così il dizionario Treccani definisce il significato di urlo. Una esplosione, in questo caso di gioia, di un'emozione da condividere con il mondo intero. Il mondo del calcio è pieno di 'urla' che sono passate alla storia. Ora alla lunga lista se ne aggiunge uno in più, quello di Kostas Manolas. Dopo la zuccata che ha abbattuto il Barcellona il difensore greco della Roma si è letteralmente trasfigurato. Braccia spalancate e, appunto, un lungo urlo di gioia prima di essere sommerso dai compagni. Una scena che ne ha ricordate altre successe in passato.

Le due più care ai tifosi italiani sono senza dubbio legate alla nazionale italiana. In cima alla lista c'è Marco Tardelli ed il suo 'urlo' dopo il gol nella finale di Spagna '82. Una scena che viene tramandata di padre in figlio come un fatto storico, una leggenda, che non muore mai. Per i più giovani, invece, l'urlo è quello di Fabio Grosso nella semifinale del Mondiale 2006 contro la Germania. Un grido di incredulità con il giovane terzino che insieme scuoteva la testa in segno di incredulità. Nella lista figurano anche rabbia e amore. La prima è quella gridata alla telecamera da Diego Armando Maradona dopo il suo bellissimo gol contro la Grecia al Mondiale di Usa 1994. Il 'Pibe de Oro' venne poi squalificato per doping.

Indimenticabile anche il grido di amore di Gabriel Bastituta per la moglie. Quell''Irina te amo' scandito praticamente dentro alla telecamera in un Milan-Fiorentina del 1996 fece il giro del mondo ed è ancora oggi fra le esultanze più ricordate. Un urlo, una scarica di adrenalina. Un momento dove il raziocinio si mette da parte per lasciare spazio all'istinto. Come accadde a Carlo Mazzone nel 2001 quando, da allenatore del Brescia, dopo essere stato 'punzecchiato' per tutta la partita, corse urlando sotto la curva dell'Atalanta. Niente e nessuno riuscì a fermarlo.
 

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