Coronavirus, secondo caso Juve: è Matuidi. Tensione Assoallenatori-Brescia
Coronavirus, secondo caso Juve: è Matuidi. Tensione Assoallenatori-Brescia

Il centrocampista bianconero è isolamento volontario domiciliare dall'11 di marzo

Mentre i vertici del calcio studiano le modalità e le possibili date per i recuperi dei campionati interrotti, l'emergenza coronavirus viene vissuta in prima persona dai calciatori. C'è da registrare un altro caso di contagio in Serie A. A quella di Daniele Rugani, ha comunicato il club bianconero, si è aggiunta la positività di Blaise Matuidi: il centrocampista, che da "mercoledì 11 marzo è isolamento volontario domiciliare, continuerà ad essere monitorato e a seguire lo stesso regime. Sta bene ed è asintomatico". Il francese è il 12° caso in Serie A. E sempre la società torinese ha comunicato "di aver disposto l'isolamento volontario domiciliare per dieci calciatrici delle Juventus Women e della Nazionale Italiana che, durante la trasferta o il viaggio di ritorno dall'Algarve Cup, potrebbero aver avuto contatti con un soggetto che si è successivamente rivelato positivo al Covid-19. Le calciatrici sono tutte asintomatiche. Passando all'altra metà calcistica di Torino, buone notizie arrivano dal difensore granata Koffi Djidji: "Grazie al cielo abbiamo superato il test e siamo tutti in buona salute", ha rassicurato il franco-ivoriano in un'intervista al portale 'calciomio'. "Ora dobbiamo rispettare le normative sanitarie, come tutti". Con i compagni di squadra "ci sentiamo ogni giorno sulla nostra chat. Stiamo tutti bene, la affrontiamo con serenità. Non è un momento facile, ma è positivo perché passiamo più tempo con le nostre famiglie. Comunque - ha aggiunto - non vediamo l'ora che tutto torni alla normalità".

In Spagna, al momento, c'è il Valencia a fare i conti con il Covid-9. Il club di Liga ha fatto sapere nella serata di ieri che "il 35% del gruppo presente a Milano il 19 febbraio scorso per la sfida contro l'Atalanta in Champions League è risultato positivo. "Nonostante le severe misure prese dal club dopo aver giocato il 19 febbraio scorso il match, giocato in una zona ad alto rischio come confermato dalle autorità italiane, gli ultimi risultati mostrano che l'esposizione ha causato circa il 35% dei casi positivi". Il Valencia ha assicurato che, fortunatamente, "tutti sono casi asintomatici e sono nelle loro abitazioni con monitoraggio medico e misure di isolamento, che svolgono normalmente il piano di lavoro programmato". Negativo il tampone dell'ex romanista Alessandro Florenzi. Dalla Spagna alla Germania: nelle ultime ore è toccato all'Hertha Berlino, formazione dove milita l'ex milanista Krzysztof Piatek, annunciare di avere un positivo in squadra: non è stata rivelata l'identità. L'intera squadra, ovviamente, è stata messa in quarantena. E in isolamento devono ancora restare i componenti della squadra cinese del Wuhan Zall. Dopo aver superato tutti i tipi di test e il periodo di quarantena, dopo sei settimane trascorse in Spagna il team della città dove è scoppiata l'epidemia del virus è tornata a Wuhan, dove, a poco a poco, sta tornando la normalità. Tuttavia, racconta la stampa spagnola, giocatori, dipendenti e staff tecnico sono stati messi in isolamento in una stanza d'albergo, come chiunque arrivi da fuori dalla Cina.

E mentre la Fmsi, Federazione medico sportiva italiana, raccomanda lo stop agli allenamenti delle società professionistiche almeno fino al 3 aprile, è stato raggiunto un accordo tra Aic e Lega Pro per posticipare alla stessa data il termine fino al quale dovrà essere osservato la sosta delle attività. Alta tensione, invece, tra Aiac e Brescia. L’associazione italiana allenatori calcio ha denunciato che, nonostante la sospensione delle attività fino al 28 marzo, il club "ha inspiegabilmente richiamato e convocato per domani mattina al campo di allenamento" collaboratori tecnici, preparatori e osservatori degli staff di Eugenio Corini e Fabio Grosso. La società di Cellino ha risposto che la convocazione "non è stata mandata ne ai primi ne ai secondi allenatori sollevati dal loro incarico nel corso di questa stagione". "La ragione della convocazione - ha chiarito il club - è data dal fatto che, considerata la situazione sanitaria in corso, già da qualche settimana era stata fatta una valutazione in merito alla possibilità di prevedere una programmazione dell’attività con allenamenti a singolo giocatore o al massimo a gruppi di due giocatori". "Nell’ottica di programmare una simile attività e con l’intento di garantire la massima sicurezza dei propri atleti e tesserati, è stato ritenuto opportuno attingere a tutte le risorse possibili, tra il personale sotto contratto", ha ancora precisato il Brescia.

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