Coppa Italia, per Sarri Milan-Juve vale più della finale
Coppa Italia, per Sarri Milan-Juve vale più della finale

Stasera a San Siro i bianconeri sfidano i rossoneri nell'andata della seconda semifinale

Non è il giudizio universale, per Maurizio Sarri, la sfida di stasera a San Siro. Però è una tappa importante per la sua progressiva e, a questo punto, indispensabile "juventinizzazione". Dopo otto mesi, l'ex allenatore del Chelsea resta un corpo estraneo o, comunque, fatica a calarsi nella parte di tecnico dei campioni d'Italia. Qualcuno lo aveva immaginato a luglio, al momento del passaggio di consegne con Massimiliano Allegri, qualcuno lo aveva dato per certo: troppo distanti l'uno dall'altra, troppa diversa la filosofia gestionale, troppo tutto per entrare subito in simbiosi. Il tempo ha dimostrato che Sarri e la Juventus si stanno ancora annusando ma che il cuscinetto per attutire gli impatti si sta assottigliando.

All'inizio il problema era l'outfit da esibire in panchina (tuta o giacca e cravatta?), adesso il problema è come gioca la squadra, il passaggi a vuoto che esibisce, le tre sconfitte in campionato, la necessità di chiedere aiuto ai senatori per non sbandare nel momento più delicato della stagione. Stasera la prima semifinale di Coppa Italia contro il Milan, poi lo sprint in campionato con Inter e Lazio. Poi, ancora, la Champions League, perché il 28 febbraio si gioca a Lione.

Sarri non può più steccare, anche se il periodo è negativo. Persino una innocua battuta sulle Poste ("Non avessi voluto sentirmi sotto esame sarei andato a lavorare alle Poste") gli si è ritorta contro come un boomerang. Perché alle Poste si sono arrabbiati e sui social si sono scatenati. C'è un solo modo per rispedire al mittente diffidenze e processi: tornare a vincere. Ovunque e contro chiunque. Fino alla fine.

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