Coppa Libertadores, Madrid super 'blindata' per il "Superclasico" River-Boca

Respinto il ricorso al Tas del presidente del Boca che chiedeva la vittoria a tavolino della finale. Disastri permettendo, la partita si giocherà domenica alle 20.30

Quella che doveva essere la 'finale del secolo' in Coppa Libertadores, il Superclasico River Plate-Boca Juniors, ha rischiato di diventare un fiasco clamoroso rovinato dalle violenze dei tifosi. Domenica, però, finalmente si gioca, a Madrid, dove questa controversa sfida spera di trovare un epilogo in totale sicurezza. Che questo Superclasico non sarebbe stato come gli altri era chiaro, ma nessuno si sarebbe mai aspettato quello che è accaduto nelle ultime settimane: chi avrebbe mai pensato che il leggendario stadio Santiago Bernabeu, teatro di tanti 'Clasicos' Real Madrid-Barcellona potesse un giorno ospitare quello fra le due storiche rivali di Buenos Aires? E chi avrebbe mai pensato che la Spagna, ex terra di conquistatori, potesse ospitare la finale della competizione intitolata proprio ai 'Liberatori' dal giogo coloniale? Eppure è a 10.000 km da Buenos Aires che i due club argentini sono sbarcati questa settimana per disputare il ritorno della finale dopo il pareggio per 2-2 nell'andata in casa del Boca e il rinvio della gara di ritorno a causa dei violenti scontri del Monumental.

Quel giorno, l'aggressione al bus del Boca causò il ferimento di due giocatori, per questo la Confederazione sudamericana (CONMEBOL) ha dovuto rinviare l'incontro per poi trasferirlo in campo neutro addirittura dall'altra parte del Mondo. Si giocherà così a Madrid, nonostante l'opposizione dei due club: il River avrebbe voluto a tutti i costi giocare in casa, mentre il Boca si è addirittura rivolto al TAS di Losanna per ottenere la sospensione della gara in attesa del ricorso per la vittoria a tavolino. Appello che è stato respinto. Alla fine la capitale spagnola è risultata la città ideale per ospitare questa partita (si era candidata anche Genova, città di cui erano originari i fondatori di Boca e River) vista la sua forte comunità argentina e per i suoi numerosi collegamenti aerei. Ma probabilmente anche per la sua esperienza nell'organizzazione di grandi eventi sportivi a rischio. Non a caso dopo le tre finali di Champions ospitate dal Bernabeu, quest'anno toccherà al nuovissimo Wanda Metropolitano dell'Atlético Madrid ospitare l'ultimo atto della più grande competizione a livello di club al mondo.

Domenica verranno dispiegati circa 4.000 fra agenti di polizia e steward privati, una mobilitazione eccezionale, superiore a quella della finale di Champions al Bernabeu nel 2010. "Questo è un dispositivo molto importante perché è una partita ad alto rischio", ha spiegato il prefetto della regione di Madrid, José Manuel Rodriguez Uribes. Ma è anche una "partita come un'altra" secondo lui. Non è detto che il Bernabeu, con i suoi 81.000 posti, sia tutto esaurito: nonostante la forte domanda di circa 50.000 biglietti fuori dall'Argentina, meno di 6.000 dei 10.000 posti riservati ai residenti argentini sono stati venduti. Senza dubbio a causa del costo molto alto del viaggio: circa 2.200 euro il prezzo medio dei pacchetti con volo andata e ritorno più il biglietto per la partita.

Resta da vedere se i 'Barras bravas', i gruppi di ultras violenti temuti dagli stessi club, riusciranno ad arrivare a Madrid. Le autorità stanno vigilando al massimo e hanno promesso di rispedirli in Argentina. Per ridurre al minimo i rischi, sono state organizzate due 'fan zone' distinte e transennate nei pressi dello stadio. Insomma, tutto sembra essere stato organizzato per il meglio e ora la parola deve passare al campo. Vincendo, il Boca sogna di eguagliare il club argentino dell'Independiente con sette successi in Coppa Libertadores. Vincendo la sua quarta corona, invece, il River spera di ridurre il divario con gli storici rivali e vivere una memorabile notte di gloria.
 

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