La storia di Vichai Srivaddhanaprabha, patron thai del Leicester

Il magnate, probabilmente a bordo dell'elicottero che si è schiantato sabato sera, è protagonista di una delle più grandi favole del calcio

Vichai Srivaddhanaprabha, il magnate thailandese presidente del Leicester City, il cui elicottero si è schiantato sabato sera fuori dallo stadio del club di Premier League dopo l'1-1 in casa con il West Ham, è il protagonista di una delle più grandi favole del calcio.

Amante del polo, Vichai, 61 anni, si è sempre affezionato ai fan del Leicester quando il club ha battuto la concorrenza dei 'giganti' inglesi per vincere la Premier League nel 2016 - il primo titolo della storia del club fondato nel 1884 - con Claudio Ranieri in panchina. La vittoria del campionato, contro tutti i pronostici, grazie alle magie di Mahrez e ai gol di Vardy, ha fatto entrare di diritto la città nelle Midlands dell'Inghilterra sulla mappa sportiva globale. Un exploit che non si è ripetuto, però, nelle stagioni seguenti, perché il Leicester ha chiuso dodicesimo nella stagione seguente e nono l'anno scorso. Ma quell'impresa delle Foxes resta nella storia.

Il magnate occhialuto rimane una figura enigmatica. Raramente rilascia interviste, preferendo lasciare che suo figlio Aiyawatt, in qualità di vicepresidente, noto come 'Top', si esponga a nome della famiglia. Il suo cognome, che significa "la luce della gloria progressiva", gli è stato conferito dal defunto re della Thailandia, Bhumibol Adulyadej, nel 2013, alla sua famiglia d'origine cinese, i Raksriaksorn.

Srivaddhanaprabha ha fondato la sua azienda nel 1989, iniziando con un negozio a Bangkok, capitale della Thailandia, e costruendo un impero multi-miliardario. I sostenitori del Leicester si sono subito affezionati a lui, dopo che ha acquistato il club nel 2010 per circa 40 milioni di sterline (51 milioni di dollari) quando faticava in Championship. E in panchina ecco l'arrivo dell'ex commissario tecnico dell'Inghilterra, Sven-Goran Eriksson.

Devoto buddista, Vichai crede fermamente nel potere del karma e si racconta che ha portato dei monaci dalla Thailandia fino in Inghilterra per benedire il campo di Leicester e dare ai suoi giocatori amuleti fortunati. La sua azienda, King Power, ha avuto un boom nel 2006 quando ha vinto la concessione 'duty free' nel nuovo aeroporto di Bangkok Suvarnabhumi, incluso un mercato di decine di milioni di viaggiatori.

Srivaddhanaprabha, quarto uomo più ricco della Thailandia secondo la classifica di 'Forbes', vanta un abbonamento a vita all'Ham Polo Club di Londra, frequentato dai reali britannici, ed è proprietario anche del club di calcio OH Leuven, che milita nella massima serie belga.

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