Champions, alla Juve serve un miracolo (anche) contro il miedo escenico
Capovolgere il 3-0 di Torino sarà un compito difficilissimo. Ma non avrebbe senso non provarci, almeno per salvare la faccia

Miracolo: la parola è stata gettonatissima in questa vigilia di orgoglio e rabbia livida. Lo sarà, presumiamo, anche al momento di scendere in campo al Santiago Bernabeu, là dove per gli avversari impera il 'miedo escenico', cioè la paura da palcoscenico, come raccontava Jorge Valdano, centravanti argentino che a quello stadio ha legato le fortune di una carriera. Miracolo, sì, perché solo questo tipo di evento straordinario può permettere alla Juventus di capovolgere il 3-0 subito dal Real Madrid a Torino, risultato che ha miniaturizzato la grandeur di una squadra capace di dominare quasi svogliatamente in Italia e incapace di spezzare un sortilegio in Europa.

Miracolo innanzitutto sotto il profilo psicologico e pure tecnico. A meno che i galattici non si suicidino: difficile, però. L'obiettivo è portare gli spagnoli ai supplementari per poi giocarsela alla morte: la partita di andata dimostra che la retroguardia della formazione di Zinedine Zidane non è imperforabile, il problema sta nel non prendere gol. Cioè attaccare, segnare e non prestare il fianco a qualche ripartenza di Cristiano Ronaldo, o di Isco, o di Kroos o di chiunque indossi la camiseta blanca. Non proprio un compito facile, figurarsi con l'angoscia di quel 3-0 sul groppone. Ma non avrebbe senso non provarci, almeno per salvare la faccia.

La squalifica di Paulo Dybala è pesante però non menomante, anche perché a Torino la Joya aveva steccato di brutto, un po' come la maggior parte dei suoi compagni. In compenso, la presenza di Miralem Pjanic - in tribuna la settimana scorsa - è un vantaggio per Massimiliano Allegri, così come quella di Mehdi Benatia al centro della difesa. Conteranno il presidio delle corsie laterali e la gestione della palla a centrocampo, due settori dove i madridisti sono qualitativamente superiori. La consapevolezza di una inferiorità, se non diventa un complesso, può trasformarsi in un plus: dipenderà pure dai singoli, da Higuain ad Alex Sandro, due che all'andata erano presenti-assenti, da Mandzukic a Douglas Costa, altri due che potrebbero incidere. In assoluto, dipenderà dalle doti miracolistiche della Juventus. Perché il passaggio del turno di questo si tratta.
 

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