Cassano: "Futuro? Entella o Cagliari. E mi ha telefonato Cairo"
La terza opzione è abbandonare il pallone e diventare ds

Dopo aver lasciato all'improvviso Verona e il Verona, Antonio Cassano continua ad aspettare una chiamata per tornare a giocare a calcio. Lo ha confessato in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport: "Entella o Cagliari" sono le due società che possono convincermi a rientrare, "nient'altro". Altrimenti, Fantantonio, vorrebbe intraprendere la carriera da direttore sportivo. E, indossando questi panni, si avventura in alcune considerazioni strettamente di mercato: "All'Inter non serviva Sabatini, Skriniar è un fenomeno, per me l'Inter vincerà lo scudetto davanti a Juventus e Napoli". Dybala? "Per me non può giocare nel Real o nel Barcellona". Belotti? "Se lui vale 100 milioni, Suarez ne vale 500". Bonucci? "E' diventato forte grazie a Barzagli e Chiellini. Piuttosto, è grave la partenza di Dani Alves". Già, il brasiliano: "Ha detto che lo spogliatoio della Juventus era triste: evidentemente non mi sbagliavo quando dissi che alla Juve erano dei soldatini".

Cassano ha rivelato alcuni particolari della sua vicenda personale: "Ho ricevuto una telefonata speciale, quella di Urbano Cairo. Mi ha detto: Ti stimo come persona e come calciatore". Gli sono stati vicini "Allegri, Ausilio e Palmieri". Ora attende la chiamata del Cagliari ("Li ritroverei Tibaudi, il mio preparatore storico") o dell'Entella: "Con Gozzi ho un rapporto che va al di là del calcio. Portare in A l'Entella diventerebbe il mio sogno. A gennaio non me la sono sentita".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata