Calcio, Valencia accusa Prandelli: Si è arreso e ora cerca scuse
Il club spagnolo critica ferocemente l'allenatore che ieri si è dimesso

Il giorno dopo il suo addio al Valencia, Cesare Prandelli è stato ferocemente criticato dal club. L'allenatore è stato accusato di essersi "arreso" e di cercare scuse per giustificare il suo addio alla squadra, lasciata in piena zona retrocessione. L'ex ct della Nazionale azzurra ha annunciato le sue dimissioni dopo appena 91 giorni e una sola vittoria in otto partite di campionato. Secondo indiscrezioni Prandelli ha deciso di rompere con il Valencia per il mancato arrivo dei cinque rinforzi promessi dal proprietario del club, il magnate Peter Lim in una riunione a Singapore all'inizio del mese. Il consigliere esecutivo del club Anil Murthy ha dato una versione molto diversa dei fatti nell'odierna conferenza stampa.


 "Non aveva soluzioni da offrire, ha detto che questa sfida non era per lui, che rinunciava. In sintesi, voleva andarsene e cercava scuse per andarsene. Ha conquistato sei punti in tre mesi, non ci sono scuse per questo", ha detto Murthy. Durante la sua breve gestione Prandelli non ha nascosto il suo disappunto per la mancanza di impegno dei giocatori, e ha sottolineato che i guai della squadra erano dovuti ad "un problema di personalità, non di tattica". Murthy ha poi aggiunto: "Ventiquattro ore fa ho incontrato Prandelli per parlare di mercato, per questo è stata una grande sorpresa apprendere ieri che aveva deciso di abbandonare poco prima dell'apertura del mercato". In un primo momento ho pensato che dovevamo convincerlo a restare. Poi mi sono chiesto: che tipo di persona è una che chiede al club di garantirgli cinque giocatori di 26 anni prima dell'apertura del mercato? Che tipo di persona è una che decide che non può fare niente di più per migliorare le prestazioni della squadra?". Salvador 'Voro' Gonzalez guiderà la prima squadra per la seconda volta in questa stagione, mentre Murthy non ha precisato se il club cercherà un successore immediato per Prandelli.

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