Calcio Usa: 63% giocatori favorevoli a promozioni-retrocessioni
Attualmente il campionato americano ha un numero di squadre chiuso e modificabile non in base ai risultati sportivi

Un sondaggio effettuato dalla ESPN, uno dei principali network sportivi del mondo, riporta la richiesta di introdurre il sistema di promozioni e retrocessioni nel calcio americano come avviene in tutti gli altri campionati del Mondo.

Attualmente la MLS viene gestita dalla Federazione americana con la NBA, vale a dire con un numero di squadre chiuso e modificabile non in base ai risultati sportivi. Da tempo, squadre come i Miami FCc di Riccardo Silva o i New York Cosmos chiedono che vengano cambiate le regole e ora a loro sostegno si schierano anche la maggior parte dei calciatori della lega. Il 63% degli intervistati fra 22 delle 23 squadre, infatti, è favorevole all'introduzione del sistema di promozioni e retrocessioni. Contrario solo il 36%.

"Giocare contro una squadra che sta combattendo contro la retrocessione, fa sì che le partite abbiano un significato. Nella MLS, per chi non arriva ai playoff alcune partite del finale di stagione sono inutili", ha dichiarato un calciatore intervistato in forma anonima dal sondaggista della ESPN. "Servono anche altri cambiamenti fondamentali: una seconda divisione non è ancora stata creata. Questo renderebbe le cose molto più significative, perchè ci sarebbe sempre una motivazione", ha aggiunto lo stesso calciatore.

In prima fila nella battaglia con la Federcalcio americana c'è l'imprenditore italiano Riccardo Silva, proprietario con Paolo Maldini dei Miami FC. Nello scorso mese di agosto, Silva ha presentato un ricorso al Tribunale di arbitrato dello Sport di Losanna per vedere riconosciute le sue ragioni.

"La mia non è una guerra, solo una pacifica richiesta al Tas di Losanna per sapere se quello che si gioca negli Usa è calcio o qualcosa di differente", ha detto Silva alla Gazzetta dello Sport. "Voglio conoscere la ragione per cui tutti i campionati del mondo sono regolati da promozioni e retrocessioni, mentre questo è l'unico Paese che non si adegua al principio dello statuto Fifa. Insomma, pretendo chiarezza", ha aggiunto il patron di Miami.

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