Calcio, i dubbi di Allegri tra ripartenza Juve e sirene Arsenal
Il tecnico bianconero riflette sul suo futuro. Restare dopo una stagione intensa ma coronata di vittorie tra Coppa Italia e il prossimo scudetto, o lasciare

Restare, con motivazioni rinnovate per tentare un nuovo assalto alla Champions League sfuggita per due volte in finale. Oppure lasciare, da vincitore, dopo un ciclo di quattro anni che ha visto la sua Juve impreziosire la bacheca con tutto ciò che in Italia era possibile conquistare, tra un poker di coppe nazionali e uno altrettanto in campionato, con lo scudetto, il settimo consecutivo, che da virtuale potrebbe diventare aritmetico già domenica sera al termine della partita con la Roma.

È il dubbio amletico di Massimiliano Allegri, che tra una coppa appena vinta contro la sua ex squadra e un tricolore che verrà celebrato tra qualche giorno, o al limite all'ultima giornata di campionato, getta lo sguardo oltre al 20 maggio e riflette sul suo futuro. Con la Juve pronta a muoversi di conseguenza in vista dell'estate. "Vincere non è la normalità, e questi ragazzi lo rendono sempre qualcosa di straordinario", ha twittato 'Mister Doblete' all'indomani della conquistata della Coppa Italia. Anche un bottino fatto di 4 Coppe nazionali, una Supercoppa Italiana, 4 campionati e 2 finali di Champions League non rientra però nell'ordinario per un tecnico che dopo aver spadroneggiato nel Belpaese ed esser arrivato a un passo (per due volte) dalla consacrazione anche in Europa sembra pronto a varcare i confini italici.

 Le sirene da Londra risuonano con insistenza anche se al momento l'Arsenal stesso non ha ancora chiare le idee sull'uomo da cui ripartire per il post Wenger e non è ancora uscito allo scoperto. Anche per questo l'allenatore toscano prende tempo, nell'attesa dell'incontro chiave con la società per programmare (eventualmente) la prossima stagione che comunque non avverrà prima della certezza aritmetica dello scudetto.

Allegri se da un lato anche al termine della finale di Roma contro il Milan ha ribadito di "non essere a fine ciclo" pur precisando di dover fare alcune valutazioni con il club, dall'altro nelle ultime settimane ha palesato un certo nervosismo, soprattutto davanti ai microfoni, al culmine di una stagione logorante e difficile. E non ci sarebbe da stupirsi se fosse l'ultima. Resta il contratto, lungo e di un peso importante a livello economico, fino al giugno 2020, che spinge entrambe le parti in causa a continuare un sodalizio rivelatosi fruttuoso e vincente negli anni. Rimane però in piedi anche l'idea che in estate - a cominciare dall'addio di Buffon e altri senatori - la Vecchia Signora sarà chiamata a un'altra rivoluzione copernicana. Con o senza Allegri? 

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