Buffon, addio in perfetto stile Juve senza melodrammi e un tarlo
Diciassette anni con la medesima maglia sono (quasi) un record. Il futuro? Dietro una scrivania, in Federcalcio oppure ancora in gioco, ma all'estero

Ci sono alcuni passaggi dell'addio di Gianluigi Buffon alla Juventus che racchiudono non solo 17 anni di carriera ad altissimi livelli ma sono esemplificativi dell'uomo e del campione. Buffon lascia la società che gli ha consentito di diventare un fenomeno (per vittorie, guadagni, longevità di servizio, primati eccetera eccetera) senza melodrammi, appena con qualche lacrima di umanissima commozione, celebrato dal presidente Andrea Agnelli (che gli siede accanto e che rivela di avere con il portiere un rapporto strettissimo, extra campo, extra spogliatoio, insomma extra), anteponendo i ringraziamenti collettivi alla consacrazione di se stesso. Grazie a chi nel 2001 ha acquistato un talento straordinario (Giraudo e Moggi) e gli ha consentito di diventare un fuoriclasse assoluto, grazie ai compagni e ai tifosi, grazie alle dirigenze di ieri e di oggi, grazie persino ai giornalisti.

 

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