Gaffe Cellino: "Balotelli? Lavora per schiarirsi". Poi precisa: "Non sono razzista"
Gaffe Cellino: "Balotelli? Lavora per schiarirsi". Poi precisa: "Non sono razzista"

Il presidente del Brescia corregge il tiro dopo l'uscita sconveniente su SuperMario

Quattro sconfitte consecutive e l'ultimo posto in classifica. La situazione in casa Brescia è a dir poco complicata, ma a tenere banco è ancora il caso di Mario Balotelli. L'attaccante è stato escluso la settimana scorsa da un allenamento e non è stato convocato per la partita contro la Roma, con il tecnico Fabio Grosso che lo aveva visto "svogliato" e quindi non pronto per giocare.

SuperMario ha assistito alla partita dalla tv, incitando la squadra e rispondendo attraverso i social alle polemiche che inevitabilmente lo hanno toccato. "Recupero... Ritorno presto, per il momento li lascio parlare…", ha scritto Balotelli su Instagram in un video che lo ritrae mentre si fa massaggiare da un fisioterapista dello staff medico del club, accompagnato da una didascalia: "In guarigione".

Del 29enne ex attaccante di Inter e Milan ha parlato il presidente del Brescia Massimo Cellino arrivando in Lega Serie A. "Che succede con Balotelli? Che è nero, cosa vi devo dire. Sta lavorando per schiarirsi però c' ha molte difficoltà", ha esordito Cellino sorridendo. Uno scivolone quello del patron bresciano, a cui la società ha provato a rimediare precisando che si trattava "di una battuta a titolo di paradosso, palesemente fraintesa, rilasciata nel tentativo di sdrammatizzare un'esposizione mediatica eccessiva e con l'intento di proteggere il giocatore stesso". Successivamente lo stesso Cellino ha provato a correggere il tiro: "Chi mi ha dato del razzista? Non mi devo discolpare di una cosa alla quale non credo".

Inevitabile parlare del futuro al Brescia di Balotelli, con le prime voci che si rincorrono di un suo possibile addio già a gennaio. "Il mio allenatore ha fatto un errore la settimana scorsa, parlando in conferenza di Balotelli e non della squadra. Balotelli l'ho preso a fine mercato, non per fare abbonamenti e vendere pubblicità. L'ho comprato perché poteva essere un valore aggiunto. Ma lo abbiamo fatto diventare un punto di debolezza per sovraesposizione. Se continuiamo a parlare di Balotelli facciamo male a lui e a noi stessi", ha spiegato Cellino.

Il patron delle Rondinelle, però, non si sente tradito dal suo centravanti anche se lo invita ad essere meno social e più concentrato sul calcio giocato (per ora appena 2 gol segnati in 7 partite). "Mario dà più peso ai social che ai suoi valori da sportivo. Non l'ho preso per i social ma perché può ancora dire qualcosa nel mondo del calcio, quando sarà in condizione di farlo, se lo sarà, risponderà in campo", ha detto Cellino. "In quel momento tornerà ad essere un calciatore. Adesso mi sembra un po' lontano dall'esserlo", ha aggiunto.

"E' successo che nel calcio ci sono squadre che combattono e vincono. Se noi pensiamo che un solo giocatore possa risolvere le partite, offendiamo la squadra e il gioco del calcio", ha detto ancora Cellino.

Nel frattempo che Balotelli chiarisca con se stesso quale sarà il suo futuro, il Brescia deve tentare di raddrizzare una classifica che inizia già ad essere preoccupante. Per ora il cambio di allenatore, con il passaggio da Eugenio Corini e Fabio Grosso, non sembra aver prodotto risultati. "Mi avevano detto che era un mago", ha detto Cellino del nuovo tecnico.

"Sono vecchio di questo mestiere, non mi aspetto più nulla. Per vincere bisogna trovare i presupporti, la forma fisica e mentale. Non si può rincorrere la vittoria come medicina per guarire - ha spiegato - bisogna trovare la forma fisica e psicologica e poi arriveranno le vittorie. Ci auguriamo arrivino prima della fine del campionato, ma la stagione è lunga e ne ho viste di peggio".

Infine il presidente ha mandato anche un messaggio ai tifosi, che a gran voce chiedono il ritorno di Corini: "Fare il presidente non è facile, non ho letto la lettera dei tifosi per Corini. Fino a quando sono presidente le responsabilità me le prendo io e non lo faccio certo con leggerezza. Chi c'è in panchina è l'allenatore del Brescia. I tifosi chiedono un po' troppo a me e forse dovrebbero chiedere di più a loro stessi".

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