Bologna-Inter, Conte: "Scudetto? Obiettivo è essere credibili"
Bologna-Inter, Conte: "Scudetto? Obiettivo è essere credibili"

Il tecnico nerazzurro in vista della gara di sabato con il Bologna parla anche di Var: " Non si capisce il metro di giudizio, sono perplesso"

Pur con qualche sofferenza di troppo l'Inter continua ad essere lì, appiccicata a una Juve finora imperfetta ma sempre cinica. E continua a mettere pressione ai bianconeri, stando alle parole di Cristiano Ronaldo. Ma per Antonio Conte non è abbastanza per liberare nell'aria pensieri legati allo scudetto. Il tecnico fa chiarezza su qual è al momento il vero obiettivo: "Essere credibili. Diventarlo come squadra e club vuol dire che gli altri cominciano a capire che ti sei messo sul giusto percorso. E penso che quest'idea - ha spiegato in conferenza stampa - sia stata trasferita all'esterno, per quello che stiamo facendo". Insomma, ai nerazzurri serve tempo per rendere realtà il grande sogno. "Abbiamo iniziato un percorso. Dobbiamo fare del nostro meglio. Come ha detto Gasperini: parlare di scudetto è un aspetto mediatico. E vale anche per l'Inter. Oggi sinceramente è difficile parlare di altre cose, non sarei serio". Nerazzurri cantiere aperto, dunque: "Sappiamo quali sono i nostri limiti e i nostri pregi, ci stiamo lavorando fuori e dentro il campo. Dovremo essere bravi - ha proseguito - a non scoraggiarci quando le cose non saranno tutte positive e a non esaltarci quando magari saranno molto positive. Serve restare calmi, avere il focus, se si ha l'ambizione di tornare a vincere. E credo che piano piano questa visione ci stia entrando nella testa: sarà molto importante per il futuro".

Intanto però c'è da pensare al presente, che si chiama Bologna: l'avversario dell'anticipo di domani. Un'occasione per riprendersi la testa della classifica in attesa della Juve, in campo due ore dopo. "E'un'ottima squadra, che fa dell'intensità la sua arma migliore", ha avvertito Conte. "Fanno pressione a tutto campo, sono in un buon momento di forma nonostante la battuta d'arresto a Cagliari. Dovremo fare la nostra partita, ribattendo colpo su colpo. Sarà intensa, dovremo dare tutti il 100%". Il tecnico si affiderà ancora una volta al tandem Lautaro Martinez-Lukaku, che gara dopo gara stanno affinando sempre di più l'intesa. E Conte sprona in particolar modo l'argentino: "Sta lavorando e facendo bene, ha fatto ottimi progressi e ha margini di miglioramento importanti. Ha 22 anni, deve lavorare così sapendo che può migliorare. Quest'anno sta giocando con più continuità. Dev'essere ancora più cattivo quando ha le occasioni. E' all'inizio di un percorso che dovrà essere bravo lui a disegnarsi se vuole arrivare al top. Da parte mia c'è sempre la volontà di migliorare i calciatori ma poi la volontà di arrivare a determinati livelli deve essere la sua". Intanto, dalla Spagna assicurano che il 'Toro' è già nel mirino del Barcellona, ma il tecnico non è preoccupato: "Di notizie di mercato ne escono tante, non è un problema". Così come non è problema dell'Inter quello che fanno le rivali. "Se guarderò il derby Toro-Juve con occhi granata? Si cerca di farmi fare polemica, ma noi guardiamo in casa nostra: pensiamo solo al Bologna. Concentriamoci sul nostro che è già importante". E a proposito di polemiche: negli ultimi giorni il Var è tornato sul banco degli imputati. "Non viene utilizzato nella stessa maniera da tutti ed è la cosa che lascia perplessi", è l'opinione di Conte. "L'anno scorso ero più positivo, ma quest'anno vedo che a volte viene utilizzato ed altre no. Non capisco il metro di giudizio. E questo crea precarietà e instabilità".

Tornando alle faccende di casa Inter, tra queste c'è certamente la ricerca di soluzioni per rendere la coperta meno corta. "Di quali innesti abbiamo bisogno? Sono situazioni di cui discutere con proprietà e con la dirigenza. Poi può essere anche che il mio punto di vista non sia giusto o che magari qualcuno la veda in maniera differente", ha sottolineato il salentino. "Abbiamo iniziato un percorso, lo stiamo portando avanti nella giusta maniera. C'è grandissima sintonia, sappiamo che dobbiamo lavorare e crescere. Sappiamo dove e cosa si può fare per migliorare. Ma serve tempo, io e i dirigenti non abbiamo la bacchetta magica. Ma la cosa buona - ha evidenziato - è la grande disponibilità da parte dei calciatori e questo ci sta permettendo di ottenere risultati secondo me aldilà delle aspettative". Quindi, sembra suggerire, non ci si illuda sul replay del suo primo anno alla Juve, che finì con lo scudetto. "C'è una differenza importante da non sottovalutare: non avevamo le coppe. Potevamo dedicarci anima e cuore a fare insieme ai ragazzi quell'impresa", ha ricordato Conte. "Noi invece giochiamo campionato e Champions, il dispendio di energie è molto più elevato. Non si possono fare paragoni. Però su una cosa sono certo: anche qui dobbiamo andare a mille all'ora. Se stacchiamo il piede dall'acceleratore, è difficile vincere la partita". Un'Inter più di lotta che di governo, dunque: "Non siamo costruiti per gestire le partite e portarle dalla propria parte. La vittoria ce la dobbiamo andare a cercare con fatica e sudore". La buona notizia è il ritorno nella lista dei convocati di Sensi, che però difficilmente sarà già titolare domani. Out Asamoah per affaticamento muscolare.

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