Balotelli tra razzismo e Nazionale: "L'Italia deve svegliarsi"
E sulla fascia di capitano: "Sarebbe un bel segnale per tutti gli immigrati africani"

Dopo aver interrotto il digiuno di gol, andando a segno nell'amichevole contro l'Arabia Saudita, Mario Balotelli rompe il silenzio anche davanti ai microfoni, a quattro anni dall'ultima volta in Nazionale. A modo suo, ovviamente: senza peli sulla lingua, tra il sogno Pallone d'Oro e il dispiacere per il lungo esilio azzurro, sconfinando anche al di là del rettangolo verde per affrontare temi sociali, come il razzismo. "E' ora che l'Italia diventi più aperta e cominci a integrare le persone da fuori, come fa la Francia o l'Inghilterra. Come ho scritto è ora di svegliarsi", ha spiegato in conferenza stampa da Vinovo il centravanti azzurro, riprendendo il concetto espresso sui social ("siamo nel 2018 ragazzi basta! Svegliatevi! Per favore")  in risposta allo striscione razzista ("il mio capitano è di sangue italiano") esposto durante la partita di San Gallo. "E' un discorso complicato, io l'ho vissuto quando anche quando ero più piccolo, ora come ora non so se sia razzismo o gelosia - ha aggiunto l'ex giocatore di Milan e Inter - Però è un discorso che fa molto male e dà anche fastidio. Un giudizio su Salvini al governo? Non sono ancora un politico, quando lo sarò risponderò", ha scherzato 'Supermario'.

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