Addio a Cesare Maldini, bandiera di nazionale e Milan
Morto a 84 anni. Per Rivera era "sempre disponibile con giovani". E Renzi lo definisce "grande italiano"

Il calcio è in lutto: è morto Cesare Maldini. L'ex ct della nazionale si è spento questa notte a Milano all'età di 84 anni. Giocatore e poi allenatore, bandiera del Milan e ct della Nazionale, padre di Paolo che seguì con successo le sue orme. Triestino, Maldini mosse i primi passi nella squadra della sua città, la Triestina, con cui esordì nel calcio professionistico e della quale diventa presto capitano. Nel 1954 il passaggio al Milan. Con i rossoneri, contribuì a mettere in bacheca quattro scudetti e la prima storica Coppa dei Campioni, sollevata a Wembley dopo aver battuto il Benfica di Eusebio. Maldini chiuse la carriera da giocatore nel Torino, stagione 1966-67. In Nazionale collezionò 14 presenze e disputò il Mondiale 1962 in Cile.

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LA CARRIERA DA ALLENATORE. Lunga anche la sua successiva carriera da allenatore, iniziata al Milan come vice di Nereo Rocco. In seguito guidò Foggia e Ternana, nel 1978 passò al Parma che riuscì a far promuovere dalla C1 alla Serie B. Nel 1980 partì la sua esperienza nelle file azzurre: per sei anni ricoprì il ruolo di vice di Bearzot, quindi dal 1986 assunse la guida della Nazionale Under 21 con la quale si laureò tre volte Campione d'Europa. Nel 1996 la promozione alla Nazionale maggiore, sconfitta ai rigori dalla Francia nel Mondiale 1998.

Successivamente, il ritorno al Milan in qualità di coordinatore degli osservatori e di nuovo in panchina, da direttore tecnico, al fianco di Tassotti. Il duo sostituisce Zaccheroni dal marzo al giugno 2001. Tornò a guidare una nazionale a fine anno, chiamato dal Paraguay: Maldini condusse i sudamericani al Mondiale di Corea del Sud e Giappone. Dopo il ko con la Germania negli ottavi, le dimissioni. Negli ultimi anni Maldini ha anche lavorato come opinionista televisivo .Il cordoglio del Milan: Scompare parte fondamentale nostra storia.

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