Lutto nel mondo del calcio. E’ morto a 83 anni Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter. “E’ stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra”, si legge in una nota del club nerazzurro dove si esprime “profonda commozione” per la scomparsa della “leggenda nerazzurra e del calcio mondiale”.
C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter.
— Inter ⭐⭐ (@Inter) September 18, 2026
Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori.
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Sandro era figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia aerea di Superga il 4 maggio 1949. Nel corso della sua carriera con l’Inter, dove ha indossato per anni la fascia di capitano, ha vinto quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Con la maglia della nazionale si è aggiudicato il campionato Europeo del 1968 ed è stato fra i protagonisti della ‘Partita del Secolo’ la semifinale del mondiale di Messico ’70 vinta dall’Italia per 4-3 sulla Germania.
Al termine della sua carriera da calciatore Mazzola intraprese quella di dirigente sportivo nell’Inter prima e nel Genoa poi. Successivamente tornò a Milano su volontà dell’allora presidente Massimo Moratti. Chiuse la sua carriera dietro la scrivania come dirigente del Torino prima di diventare opinionista e commentatore televisivo.
Il cordoglio delle grandi rivali Milan e Juventus
Anche e grandi rivali storiche dell’Inter e di Sandro Mazzola, Milan e Juventus hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa dell’ex capitano nerazzurro. Il club rossonero parla di “rivale storico e leale, leggenda dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio”.
Il Milan esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, rivale storico e leale, leggenda dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano.
— AC Milan (@acmilan) September 19, 2026
Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del… pic.twitter.com/wSC3SOE5iw
La Juventus invece ha commentato direttamente sui social il post con cui l’Inter ha annunciato la morte di Mazzola: “Juventus ricorda con grande rispetto Sandro Mazzola, campione e gentleman del calcio italiano, protagonista di un’epoca, simbolo di classe, stile e passione per questo sport. Il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa”.
Zanetti: “Sandro tu mi hai regalato l’Inter, ti devo tanto”
“Sei stato e resterai per sempre una leggenda. Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Un simbolo dell’Inter e del calcio italiano nel mondo, da generazioni e per sempre. Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato. Riposa in pace, Sandro”. Così l’ex capitano e vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti, in un post su Instagram.
Figc: “Minuto silenzio e bandiere a mezz’asta a via Allegri e Coverciano”
Il presidente Giovanni Malagò e la Figc si uniscono al cordoglio dei familiari di Sandro Mazzola, uno dei campioni più amati del nostro calcio scomparso nella notte all’età di 83 anni. In sua memoria verrà osservato un minuto di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma nel fine settimana. Bandiere a mezz’asta nella sede della Figc a Roma e al Centro Tecnico Federale di Coverciano.Figlio della leggenda del Torino Valentino Mazzola, morto nella Tragedia di Superga, Sandro Mazzola è stato a sua volta una leggenda dell’Inter, indossando la maglia nerazzurra dal 1961 al 1977 e vincendo quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Una carriera straordinaria che lo ha visto trionfare anche in Nazionale (70 presenze e 22 reti), con cui si è laureato Campione d’Europa nel 1968 partecipando a tre edizioni della Coppa del Mondo e raggiungendo la finale a Messico ‘70, in un Mondiale ricordato anche per la sua celebre ‘staffetta’ con Gianni Rivera. Nel 2014 è entrato a far parte della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’.
Buonfiglio: ” Minuto silenzio in tutte manifestazioni sportive weekend”
“Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana, per onorare la memoria di Sandro Mazzola icona del calcio italiano e mondiale”. Lo annuncia il Coni in una nota.
Meloni: “Tra campioni più amati del calcio, lascia segno indelebile”
“Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Leggenda dell’Inter e degli Azzurri campioni d’Europa nel 1968, ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile nella nostra Nazione”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aggiungendo: “La sua eredità sportiva si aggiunge a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino e scomparso nella tragedia di Superga. Alla sua famiglia, a tutti i suoi affetti e ai tifosi, le mie più sentite condoglianze”.
Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 19, 2026
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Abodi: “Rimarrà suo esempio comportamento e parole, grazie Sandro”
“Un velo di tristezza si dispiega sulla comunità degli amanti del calcio, quello che non ha tempo, che sopravvive al tempo e ai cambiamenti che porta. Sandro Mazzola ha terminato e vinto la partita della vita, per come l’ha vissuta, sul campo e fuori, contrastando lealmente, con stile, classe e carattere gli avversari, insieme ai suoi compagni di squadra e combattendo tenacemente da solo, circondato dall’affetto dei suoi cari, l’avversario più malefico, il male che alla fine l’ha portato via. Di lui rimarrà tutto quello che ha saputo dare, con l’esempio, il comportamento e le parole, con le maglie della sua vita: l’azzurro e il nerazzurro”. Così in un post su X il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi, ricorda Sandro Mazzola, scomparso all’età di 83 anni. “Una vita vissuta nel calcio, con il peso e l’orgoglio di un cognome importante, che Sandro ha saputo trasformare in una storia tutta sua, fatta di talento, passione e semplicità. Adesso facciamo nostro il suo sogno, di vederlo mano nella mano con suo padre Valentino, e un pensiero preso dalla sua ultima intervista, dedicate agli adulti del suo e nostro amato calcio: date le opportunità che furono date a me da ragazzo. Ciao Sandro, grazie per tutto quello che hai rappresentato e rappresenti. Un pensiero commosso alla tua famiglia e a chi continua a volerti bene”, conclude Abodi.
Rivera: “Eravamo amici, mai capito staffetta in Nazionale”
Sandro Mazzola “è stato, innanzitutto, un avversario importante perché giocava nell’altra squadra di Milano. Ma avevamo anche un rapporto di amicizia visto che giocavamo insieme in Nazionale”. Così Gianni Rivera a Gr1 su Radio1, smentendo la rivalità con Mazzola. In azzurro “c’è stato un periodo in cui hanno deciso di farci giocare alternativamente – ha proseguito – e non l’abbiamo mai capito. Pur essendo lui interista abbiamo avuto un grande rapporto, abbiamo istituito l’Associazione italiana calciatori e preparato il terreno per migliorare la vita dei giocatori. Avevamo un grande rispetto l’uno per l’altro”.
Infantino: “Sei stato poesia, figlio del calcio”
“Sei stato poesia, la poesia più dolce. Pallone e rime, un messaggio di costante bellezza. Figlio di Valentino, figlio del calcio, tu stesso il calcio. Solo l’Inter, solo l’Italia, un’anima e due cuori. Palleggia in cielo, caro ed eterno Sandro Mazzola, come quella volta a Berna, quando la palla non cadeva mai. E stavolta cade, la raccogliamo noi. Semplicemente, per sempre, grazie”. Così in una storia su Instagram il presidente della Fifa Gianni Infantino.

