Alla fine Gianni Infantino ha ceduto: il presidente della Fifa rinuncia al progetto di privatizzazioni nel mondo del calcio che aveva fatto registrare l’alzata di scudi di quasi tutte le federazioni a livello mondiale. “Il progetto Fifa Forward Enterprise era stato concepito per fornire una base per rafforzare ulteriormente le Federazioni affiliate alla Fifa e il nostro sport a livello mondiale, soprattutto nei Paesi in cui il supporto è più necessario. E, come abbiamo affermato fin dall’inizio, questo progetto doveva essere realizzato solo con il sostegno della maggioranza delle Federazioni affiliate alla Fifa e sempre previa consultazione con le stesse, il Consiglio Fifa, le Confederazioni e le altre parti interessate. Dopo aver ascoltato attentamente tutte le opinioni, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di sostegno, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato, e sarà sempre, unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti“. Così Infantino in una nota, manifestando l’intenzione “di riunire tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane, nello spirito di un interesse comune per il nostro sport e con l’obiettivo di continuare a far crescere il calcio ovunque, in particolare nei Paesi che hanno maggiormente bisogno del nostro supporto”.
Uefa: “Bene ritiro progetto, no a piani segreti”
“La Uefa accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare il suo piano di cedere una quota delle sue competizioni, tra cui la Coppa del Mondo, a privati. La proposta è stata respinta all’unanimità dalle federazioni nazionali della Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni di ogni dimensione in tutto il mondo, il cui compito è quello di tutelare il calcio”. Così la Uefa in un comunicato dopo il dietrofront della Fifa sul progetto che prevedeva la cessione di una quota di circa il 20% a investitori privati. “La Uefa ringrazia tutti i tifosi, le leghe, i club, i giocatori, i singoli individui, le associazioni e le confederazioni che si sono opposti al progetto, insieme ai numerosi Primi Ministri, Capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al Presidente della Fifa che il calcio non è in vendita. Non possiamo continuare così con piani segreti, elaborati in tempi rapidissimi da individui senza volto e di dubbia utilità per il gioco. Dobbiamo identificare i responsabili e chiamarli a risponderne”, ha aggiunto. “È giusto che, nei prossimi giorni e settimane, la Uefa lavori con le sue federazioni e in stretta collaborazione con le altre confederazioni per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non si ripeta. Tale revisione deve essere approfondita e radicale. Nessuna opzione deve essere esclusa”, ha proseguito.
“Infantino non ha mantenuto promesse, persa nostra fiducia”
“L’attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio“. Così la Uefa in un lungo comunicato accogliendo con favore il dietrofront della Fifa sul progetto del presidente Gianni Infantino che prevedeva la cessione di una quota di circa il 20% a investitori privati. “Quando Gianni Infantino chiese la fiducia e i voti delle Federazioni Nazionali della Fifa per eleggerlo Presidente nel 2016, disse: ‘Naturalmente dobbiamo essere trasparenti. Lo sono stato negli ultimi 15 anni della mia vita in Uefa. Dovrete svolgere un ruolo attivo ogni giorno nella vita della Fifa’, prima di dire ai presenti: “Il denaro della Fifa è il vostro denaro. Non è il denaro del Presidente della Fifa. È il vostro denaro. Voi siete le federazioni nazionali e il denaro della FIFA deve servire allo sviluppo del calcio e non ad altro’. Su entrambe queste promesse, non è riuscito a mantenere la parola data. L’accordo squallido, segreto e poco trasparente che ha ordito e cercato di imporre era tutt’altro che trasparente”, sottolinea ancora la Uefa. “E, nonostante le riserve ammontino a oltre 5 miliardi di dollari, non è riuscito a utilizzare i fondi delle federazioni a beneficio del calcio. La Uefa avvierà immediatamente i lavori con partner e parti interessate in tutto il mondo e in tutto il mondo del calcio per proporre una nuova modalità di distribuzione delle risorse attraverso l’attuale programma Fifa Forward. Dobbiamo iniziare a utilizzare parte di quei fondi che giacciono inutilizzati sul conto corrente della Fifa per dare la spinta necessaria al calcio di base e a quello in generale in ognuno dei 211 paesi membri della Fifa. Ma non dobbiamo svendere il patrimonio di famiglia per farlo”, ha spiegato la Uefa. “Questa è una vittoria per tutto il mondo del calcio. Ma non deve essere la fine della storia. La proposta è stata ritirata. Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato”, ha concluso la confederazione calcistica europea.
Le defezioni anche tra i vertici della stessa Fifa
Anche tra i vertici della Fifa non erano mancate le critiche e gli attacchi, anche duri, a Infantino. Carlos Cordeiro, consulente senior della Fifa e rappresentante dell’organismo calcistico nella task force della Casa Bianca per i Mondiali, si è dimesso venerdì per protestare contro il piano di cessione di una quota di partecipazione nella Coppa del Mondo. “Non posso rimanere a guardare mentre la Fifa valuta la possibilità di vendere una quota dei Mondiali”, ha dichiarato Cordeiro, ex banchiere di Goldman Sachs, in un comunicato stampa in cui annunciava le sue dimissioni da consulente, esortando gli altri membri dello staff a prendere posizione. Cordeiro ha spesso accompagnato Infantino nelle visite di lavoro alla Casa Bianca per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump negli ultimi anni. “Voglio essere chiaro. Non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e mi oppongo inequivocabilmente”, ha affermato Cordeiro, ex presidente della Federazione calcistica statunitense, definendo la società commerciale da 20 miliardi di dollari “un pessimo affare per il calcio”. “Il calcio è stato centrale nella mia vita e, dopo oltre 35 anni nel settore bancario, comprendo sia il valore di questo patrimonio sia le conseguenze della sua cessione”, ha concluso. “Ecco perché questa proposta dovrebbe essere respinta”, ha concluso.
Il direttore operativo della Fifa, Kevin Lamour, ha dichiarato in un comunicato all’Associated Press che il personale dell’organo di governo del calcio è stato “ingannato” dalla mancanza di trasparenza del presidente Gianni Infantino nella pianificazione del progetto di investimento privato e “merita di meglio che disprezzo e intimidazione”. “È il progetto di una sola persona”, ha scritto Lamour, collaboratore di lunga data di Infantino sia alla Fifa che alla Uefa. “Non solo questo progetto non deve andare avanti, ma è giunto il momento che i leader politici del calcio si pongano le domande giuste e prendano le decisioni giuste”, ha aggiunto. Lamour non si è dimesso dall’incarico che ricopriva dal 2024, ma ha affermato di avere un dovere nei confronti dei suoi colleghi. “E se questo significa che perderò il lavoro, che così sia”, ha detto il dirigente francese. “Capirò e rispetterò questa decisione. Almeno dormirò sonni tranquilli stanotte”, ha concluso.
Media inglesi, ultimatum Uefa a Infantino ‘dimettiti o voto di sfiducia’
Le Uefa avvierà una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Fifa Gianni Infantino qualora non dovessero arrivare le sue dimissioni. Secondo ‘The Telegraph’ è questa la linea dira della confederazione europea che dopo aver celebrato come ‘una vittoria’ il dietrofront della Fifa sul progetto ‘Fifa Forward Enterprise’, spinge per l’uscita di scena di Infantino. Infantino si trova dunque di fronte a un ultimatum della Uefa. Si ritiene che tutte le 55 nazioni della Uefa voterebbero per la sfiducia nei suoi confronti. La Uefa può avviare tale votazione con il voto favorevole di sole 43 nazioni membri.La dichiarazione della Uefa è giunta dopo un’ampia opposizione e una rivolta interna alla Fifa, che lo staff ha definito “uccidere il mostro”. Anche la Concacaf, l’organo di governo del calcio nordamericano e centroamericano, ha chiesto un cambiamento, affermando che Infantino si è reso colpevole di un “grave atto di cattiva gestione e leadership”. a Football Association ha appoggiato la posizione della Uefa: “È tempo di una revisione completa e approfondita della leadership e della governance della Fifa per garantire che il calcio mondiale sia gestito in modo trasparente, a beneficio di tutte le 211 nazioni membre e con la tutela a lungo termine del calcio al centro di tutto”. Infantino ha attirato critiche da tutto il mondo del calcio dopo che è emerso il suo piano di vendere il 20% dei diritti commerciali dei Mondiali a investitori privati.
Confederazione asiatica: “Bene ritiro progetto”
Il presidente della Confederazione calcistica asiatica (Afc), lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa, ha accolto con favore il ritiro della proposta Fifa Forward Enterprise, annunciato da Gianni Infantino. “Il futuro del calcio globale deve sempre essere plasmato attraverso un’adeguata consultazione, un dialogo collettivo e il rispetto delle consolidate strutture di governance del nostro sport”, ha affermato Al Khalifa. “L’Afc è pronta a sostenere qualsiasi iniziativa che rafforzi l’unità della famiglia del calcio, contribuisca alla continua crescita di questo sport a livello globale e apporti benefici concreti a tutte le parti interessate”, ha aggiunto, dicendosi poi orgoglioso che “tutte le nostre federazioni calcistiche si siano unite e abbiano affidato all’Afc il compito di cercare risposte per loro conto su una questione di immensa importanza per la futura governance del calcio mondiale. Le ringrazio per la loro pazienza, solidarietà e unità e assicuro loro che l’Afc agirà sempre nel loro migliore interesse”.

