Mondiali 2026, arbitro somalo Artan respinto dagli Stati Uniti: cosa è successo

Mondiali 2026, arbitro somalo Artan respinto dagli Stati Uniti: cosa è successo
L’arbitro somalo Omar Artan, al centro, viene circondato dai giocatori dopo aver fischiato un calcio di rigore durante la finale della CAF Champions League tra l’AS FAR Rabat e il Mamelodi Sundowns, disputata a Rabat, in Marocco, domenica 24 maggio 2026. (AP Photo/Mosa’ab Elshamy)

Omar Artan, atterrato a Miami, si è visto negare l’accesso al Paese

L’arbitro somalo Omar Artan non parteciperà ai Mondiali 2026. Gli Stati Uniti gli hanno negato l’ingresso nel Paese al suo arrivo a Miami, dove era atterrato con un visto diplomatico. Artan sarebbe stato il primo arbitro somalo a dirigere una partita della Coppa del Mondo.

L’arbitro Artan : “Avevo tutto in regola”

“Avevo i documenti e tutto il resto in regola”, ha dichiarato Omar Artan al New York Times. L’arbitro somalo ha raccontato di esser stato interrogato 11 ore all’aeroporto di Miami da parte degli agenti, che gli hanno chiesto perché si fosse recato negli Usa e gli hanno posto domande sulla politica somala e su gruppi jihadisti che controllano alcune regioni del Paese. Artan, in risposta, ha mostrato loro i documenti della Fifa e foto della sua carriera arbitrale.

Dopo l’interrogatorio è stato messo in una cella di detenzione e rimandato in aereo a Istanbul, in Turchia. “Penso che abbiano un problema con il mio Paese”, ha dichiarato ancora Artan, aggiungendo di non esser stato informato del motivo per cui gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti. La Somalia fa parte dei circa 40 Paesi inclusi nel ‘travel ban‘, le nuove restrizioni di viaggio nell’ambito della stretta sull’immigrazione da parte dell’amministrazione Trump, ma l’arbitro aveva ottenuto un visto diplomatico. 

Chi è l’arbitro somalo espulso

Classe 1992, Artan sarebbe stato il primo somalo a dirigere una partita dei Mondiali, dopo esser stato nominato miglior arbitro africano nel 2025, ma è stato escluso dalla Coppa del Mondo 2026. È un arbitro Fifa dal 2018; nel 2023 e nel 2025 era stato fra i fischietti della Coppa d’Africa. Al New York Times ha dichiarato: “Sono semplicemente un arbitro che sta cercando di vivere il suo sogno, il più grande sogno della mia vita, venire ai Mondiali”.

Il commento della Fifa: “Decide il Paese ospitante”

“In linea con quanto avvenuto in passato in occasione degli eventi Fifa, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve il visto e chi viene ammesso nel proprio paese”, ha dichiarato la Fifa in una nota in merito al caso attorno scoppiato attorno al 34enne. “Lo status di Artan non subirà modifiche al momento”, ha precisato la Fifa aggiungendo che l’arbitro somalo non potrà allenarsi né dirigere gare dei Mondiali, al via giovedì con la partita inaugurale di Città del Messico.

Il ritorno a Mogadiscio

Mondiali 2026, arbitro somalo Artan respinto dagli Stati Uniti: cosa è successo
L’arbitro Omar Artan, al centro, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, viene accolto dai suoi sostenitori al suo arrivo a Mogadiscio, in Somalia, mercoledì 10 giugno 2026 (AP Photo/Farah Abdi Warsameh)

Tornato a Mogadiscio, Artan è stato accolto da una folla di tifosi e funzionari. “Vi prometto, se Dio vuole, che parteciperò alla prossima edizione (dei Mondiali ndr) – ha dichiarato all’aeroporto internazionale di Aden Adde, dove centinaia di sostenitori si sono presentati sventolando la bandiera somala – Voglio che il pubblico somalo trovi conforto in questo e mantenga la fiducia”.

L’arbitro è stato scortato dagli agenti di polizia al terminal Vip dell’aeroporto, dove è stato accolto dal ministro della Gioventù e dello Sport somalo, da funzionari della Federazione calcistica somala e da altre personalità. “È compito di tutti noi difendere il nome della Somalia – ha aggiunto Artan – La Somalia ci appartiene, che sia in una situazione difficile o meno. Quella bandiera e quel passaporto ci appartengono”. 

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