Un anno esaltante quello degli azzurri, terminato però con il rischio esclusione dal prssimo Mundial

 

Il trionfo agli Europei 

Il 2021 della Nazionale di calcio è stato a dir poco esaltante, con un crescendo di emozioni culminato nello storico successo agli Europei che mancava dal 1968.

“Dobbiamo riportare l’Italia dove merita”, aveva detto il ct Roberto Mancini prima del torneo. E così è stato. Una marcia trionfale, che ha riavvicinato ai colori azzurri una nazione intera fino all’esplosione di gioia e allo sventolio di bandiere tricolori in una calda serata di luglio. La conquista del secondo titolo di campioni d’Europa nella storia azzurra, tra l’altro in finale contro l’Inghilterra in casa loro, è stata l’apoteosi di un percorso che ha portato i ragazzi di Roberto Mancini a stabilire anche il nuovo record mondiale di imbattibilità con 37 partite.

La storica vittoria di Wembley ha inizialmente cancellato il fallimento dell’era Ventura, punto più basso nella storia della Nazionale degli ultimi 50 anni e da cui è partito il nuovo corso intrapreso con la nomina a commissario tecnico dell’ex allenatore di Inter e Manchester City. Un percorso che ha visto però una brusca inversione di tendenza da settembre in avanti quando, con la sconfitta nelle finali di Nations League e la mancata qualificazione diretta ai Mondiali, sono riaffiorati incubi e paure che sembravano definitivamente accantonati. Riviviamo l’indimenticabile 2021 della Nazionale partendo ovviamente dal fantastico trionfo di Euro 2020.

L’avvicinamento al primo (e si spera ultimo, ndr) Europeo itinerante della storia, rinviato di un anno e portato a termine nonostante le difficoltà di una pandemia tutt’altro che superata, ha visto gli Azzurri iniziare il 2021 con le vittorie contro Bulgaria e Lituania nelle qualificazioni Mondiali.

Due gare servite da rodaggio ad una macchina quasi perfetta fatta di gol, gioco palla a terra e pressione ultra offensiva come mai prima d’ora si era visto in Italia. Una svolta rispetto alla tradizione del classico gioco all’italiana che ha fatto crescere quella convinzione sempre necessaria per realizzare un’impresa. Così dopo i successi in amichevole contro San Marino e Repubblica Ceca, gli Azzurri hanno fatto rivivere le ‘Notti Magiche’ di Italia ’90 nelle prime tre partite degli Europei in un Olimpico di Roma finalmente con il pubblico sugli spalti.

“A Roma si è creato un grande feeling dal primo momento ed ha aiutato tutto il gruppo”, ha ricordato ancora il Mancio. Le vittorie contro Turchia (3-0), Svizzera (3-0) e Galles (1-0) hanno portato a 11 la striscia di successi consecutivi senza subire gol sotto la sua gestione. Rispetto di tutti, ma paura di nessuno, questo il mantra di Chiellini e compagni prima di partire per Londra, dove è iniziata e finita la seconda fase del torneo.

Negli ottavi di finale sulla strada degli Azzurri si è parata l’Austria, squadra ostica che con il suo gioco fisico ha forzato la partita ai supplementari. Dopo l’incubo durato pochi secondi per il gol annullato con il Var ad Arnautovic per un fuorigioco di centimetri, alla fine le reti di Chiesa e Pessina hanno regalato all’Italia la qualificazione ai quarti di finale.

La carovana azzurra si è quindi spostata a Monaco di Baviera, dove all’Allianz Arena ad aspettarci c’era il fortissimo Belgio di Lukaku. I Diavoli Rossi, numeri uno del ranking, sono partiti con i favori del pronostico ma hanno dovuto capitolare di fronte ad una prestazione memorabile degli Azzurri. Un super Chiellini ha annullato l’ex interista e il 2-1 finale ha portato le firme di Barella e Insigne, prima dell’inutile rigore dello stesso Lukaku. Staccato il pass per le semifinali abbiamo trovato la temibilissima Spagna di Luis Enrique.

Un avversario complicato per gli Azzurri, visto che le Furie Rosse fanno anche loro del gioco palla a terra l’arma vincente. Non a caso a Londra sono stati proprio gli iberici a dominare la partita, ma le parate di Donnarumma e un’altra prova mostruosa di Chiellini hanno tenuto in piedi l’Italia che anzi è passata anche in vantaggio con il solito Chiesa. Il pareggio di Morata ha costretto le due squadre ai supplementari e poi ai rigori, dove Jorginho ha regalato alla Nazionale la qualificazione per la finale contro i padroni di casa dell’Inghilterra.

La Finale di Wembley 

L’11 luglio 2021 sembrava tutto apparecchiato per il trionfo di Harry Kane e compagni. Nonostante la pandemia, il governo di Boris Johnson concede alla Uefa l’opportunità di giocare a Wembley con il 100% della capienza. L’Inghilterra sogna la prima vittoria in un grande torneo dal Mondiale del 1966 vinto nello stesso stadio, ma nonostante la pioggia e un ambiente ostico (all’esterno dello stadio i tifosi italiani saranno anche oggetto di violenze dai rivali inglesi, ubriachi e su di giri fin dal mattino) gli Azzurri con carattere e cuore prima hanno pareggiato, con Bonucci, il gol iniziale di Shaw, poi hanno dominato fino alla lotteria dei rigori dove un grandissimo Donnarumma (eletto miglior giocatore del torneo) ha ipnotizzato Sancho e Saka.

“La partita l’abbiamo ampiamente meritata. Speravo di non arrivare ai rigori”, ha rivelato Mancini. L’Italia è tornata sul tetto d’Europa per la seconda volta, per le strade di Roma e di tutte le città italiane è esplosa la gioia dei tifosi fino a notte fonda. In tribuna a Wembley ha esultato anche il presidente della Repubblica Mattarella che nei giorni successivi riceverà la squadra al Quirinale, come farà anche il premier Draghi a Palazzo Chigi. “Abbiamo fatto una cosa straordinaria, facendo felici milioni di persone e credo che questa sia la cosa più bella della quale andiamo orgogliosi tutti quanti”, ha dichiarato ancora il ct azzurro.

Le qualificazioni ai Mondiali 

Sulle ali dell’entusiasmo di una estate indimenticabile, la Nazionale si è presentata all’appuntamento autunnale con le qualificazioni Mondiali e con le finali di Nations League con grandi speranze e i favori del pronostico potendo giocare in casa a San Siro e all’Olimpico di Roma le partite decisive. E invece al Meazza ecco ripresentarsi l’incubo dello 0-0 contro la Svezia che nel 2018 costò all’Italia l’ultimo Mondiale.

Questa volta a far piangere gli Azzurri è stata ancora la Spagna, che si è imposta per 2-1 nella semifinale di Nations League con una doppietta di Ferran Torres complice l’espulsione di Bonucci. Non è bastato il gol di Chiesa a portare avanti la striscia di imbattibilità iniziata nel 2018. Che la ‘magia’ degli Europei sembrava improvvisamente svanita lo si era avvertito già nelle prime due partite di settembre per le qualificazioni ai Mondiali.

Il pareggio interno per 1-1 contro la Bulgaria e lo 0-0 in casa della Svizzera con un rigore sbagliato da Jorginho hanno complicato il cammino verso il Mondiale del 2022. Una strada che si è fatta ancora più in salita dopo l’inopinato 1-1 di Roma ancora contro la Svizzera e con un altro rigore fallito da Jorginho.

Lo 0-0 in Irlanda del Nord ha consegnato agli elvetici di Yakin la qualificazione diretta per il Qatar, costringendo gli azzurri ai playoff. L’incubo che ritorna. Come nel 2018, la Nazionale sarà costretta a giocare un doppio spareggio. Primo appuntamento con la Macedonia del Nord a Palermo e poi, eventualmente, la sfida contro una tra Portogallo e Turchia in trasferta.

Cristiano Ronaldo o Calhanoglu sono lo spauracchio da esorcizzare per poter tornare a rivivere nell’inverno caldo del Qatar quelle emozioni Mondiali che ai tifosi Italiani mancano dal 2014. “Andremo ai Mondiali vincendo gli spareggi e magari li vinceremo”, ha detto Mancini dopo il pari in Irlanda del Nord. La speranza è che abbia ragione anche questa volta.

 

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