Questa abitudine due stagioni fa aveva complicato i piani dei bianconeri, costringendoli di fatto a un'impresa straodinaria sfociata nella rimonta scudetto

La Juventus è ripartita come al solito, ovvero con una vittoria preventivata e secondo il copione predisposto da Massimiliano Allegri: all'inizio giocano i titolari storici, poi trovano spazio i nuovi acquisti. E con un sistema di gioco che non è mai definitivo, ma sempre in bilico tra vecchie e nuove ipotesi.

Questa abitudine due stagioni fa aveva complicato i piani dei bianconeri, costringendoli di fatto a un'impresa straodinaria sfociata nella rimonta scudetto, qualcosa che in definitiva aveva rafforzato i meriti dell'allenatore. Il quale in seguito ha puntualmente vinto ogni diatriba polemica con i suoi oppositori (arruolati tra le file dei tifosi e non) a suon di titoli nazionali e pure con due finali di Champions. Ora la storia si ripete.

Contro il Cagliari è andata esattamente così. In campo il Cuadrado volitivo ma poco convincente della gara di Supercoppa con la Lazio, in panchina l'imprevedibile Douglas Costa frenato da una condizione non ancora ideale.

Un passo alla volta. Tutta la squadra del resto ha manifestato una forma fisica ancora da affinare e forse è stata questa la causa di un gioco non del tutto fluido nella prima parte della gara e di piccole imprecisioni difensive che hanno determinato ad esempio l'azione del rigore concesso al Cagliari dall'arbitro Maresca via Var, parato da leggenda Buffon su Farias. In difesa, invece, Allegri è sembrato affrancarsi dallo stereotipo dell'allenatore che non ha fiducia nei giovani e ha schierato Rugani al fianco di Chiellini in uno schieramento che sarà chiamato spesso a dover fare i conti con l'eredità dell'ex sodale Bonucci.

Imprecisioni e conferme. Qui però le scelte non sembrano ancora definitive. Intanto sui social Chiellini ha diffuso un post con l'immagine che lo ritrae proprio assieme al giovane compagno di reparto: "Un nuovo inizio" e anche un modo per chiudere definitivamente l'era Bonucci. Ancora una volta gli equilibri potrebbero essere modificati (o rafforzati) dal mercato. Se dovesse arrivare un esterno affidabile come Spinazzola, oppure un centrocampista in più (vari candidati: da Strootman a Emre Can, da André Gomes a Renato Sanches passando per Kovacic e Boateng) per proteggere ulteriormente la retroguardia, ecco che l'ipotesi di un più ricorrente utilizzo del 4-3-3 diventerebbe realtà. Anche ieri con il Cagliari la Juve ha cambiato volto nel pieno del match ed effettuato un significativo cambio di passo grazie agli innesti di Khedira, di Douglas Costa e infine del nuovo arrivato Matuidi. Proprio come desidera Allegri.

Lavori in corso. Lo stesso Matuidi ha evidenziato le doti che già conoscevamo per averlo visto all'opera con il Psg e la nazionale francese: rapido, potente, tendenzialmente molto offensivo. Il suo inserimento comporta alcune variazioni tattiche allo spartito. L'impressione, continuità atletica a parte, è che dal centrocampo in su la qualità tecnica si sia elevata a un livello rassicurante in chiave europea e anche nel confronto a distanza con un Napoli esteticamente sempre coerente. Allegri predica via Twitter e sottolinea i concetti base della sua filosofia: "Lavoro, umiltà, gruppo, essenzialità". 

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