India, uccisa tra polemiche la tigre Avni: sbranò 13 persone

Quella per uccidere il felino è stata una delle più massicce operazioni di caccia degli ultimi anni

Aveva sbranato 13 persone in India e per due anni le era stata data la caccia. Ora la tigre Avni è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco. Le polemiche si sono subito accese sulle modalità della sua uccisione: i difensori della fauna selvatica accusano i cacciatori di averle sparato senza prima tentare di sedarla come ordinato dalla magistratura, nonché di aver ammazzato la madre di due cuccioli e un animale la cui specie è in via di estinzione, minacciata dalla violenza degli esseri umani e dalla riduzione dell'habitat naturale a causa della pressione demografica.

Le autorità hanno lanciato un programma per tutelare la popolazione di tigri, di cui secondo l'ultimo censimento del 2.014 esistono non più di 2.200 esemplari. Elefanti e tigri, entrambi in via d'estinzione, uccidono in media una persona al giorno in India, rivelano i dati del governo. . T1, come la chiamavano i cacciatori, o Avni, come la chiamavano i difensori della fauna selvatica, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco nella giungla del Maharashtra. Più di 150 persone erano state mobilitate per individuarla, con telecamere a infrarossi e tiratori scelti su elefanti.

Alla notizia dell'uccisione, i media hanno citato fonti secondo cui nessun calmante è stato usato per tentare di addormentare la tigre, madre di due tigrotti di 10 mesi. La Corte suprema aveva dato luce verde all'operazione nonostante la specie si stia estinguendo, dopo che l'animale è stato ritenuto responsabile della morte di 13 persone dal giugno 2016. I giudici avevano però stabilito che l'animale potesse essere ucciso soltanto se i calmanti non avessero fatto effetto.

Un responsabile delle foreste, A.K. Mishra, ha assicurato che una dose di tranquillante sarebbe stata somministrata alla tigre, che però avrebbe attaccato un cacciatore, il quale sarebbe stato "costretto" a "ucciderla per autodifesa". Ma la versione non trova conferma in varie fonti citate da Times of India, per cui il calmante è stato iniettato alla tigre dopo la morte. Jerryl Banait, attivista locale per la difesa degli animali, ha parlato di "uccisione a sangue freddo". Per la Peta, organizzazione che si batte per il trattamento etico degli animali, "Avni è stata abbattuta in modo illegale per soddisfare la sete di sangue del cacciatore".

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