Il vicepresidente Ettore Fortuna: "Non c'è un calo della produzione"

Nessun problema per le acque minerali; la siccità non influisce sulle aziende del settore, perciò nessuna “preoccupazione”. Lo afferma il vicepresidente di Mineracqua Ettore Fortuna a LaPresse, facendo presente che non c’è un rapporto causa-effetto così immediato e che anzi i consumi sono ripresi nel 2021 rispetto al 2020, e che in questa prima parte del 2022 sono aumentati nell’ordine del 5-6%.
 
“Non c’è un calo della produzione – spiega Fortuna – anche perché non c’è un rapporto causa-effetto così immediato. Il ciclo delle acque minerali è molto complesso. E in linea generale quello che imbottiglio adesso è in giacimento già da molto tempo, anche 10 anni; ed è in questo modo che assume le caratteristiche che la definiscono”. Ed è per questo che “la siccità non influisce”.
 
Poi il vicepresidente di Mineracqua racconta dei consumi che comunque in estate aumentano normalmente: “Va da sé che con il gran caldo si beve di più. L’effetto stagione vale anche un 3-4%”.
 
“I consumi però sono ripresi in modo importante nel 2021 rispetto al 2020 – rileva Fortuna – e in questo scorcio di 2022 sono in crescita del 5-6%”.
 
Quindi l’acqua c’è, e gli impianti lavorano. I problemi – conclude – sono altri: “Gli aumenti generalizzati riguardano tutto, i costi dell’energia sono sestuplicati dalla seconda parte del 2021 a oggi, il materiale per l’imbottigliamento è raddoppiato; sono aumentati i prezzi del legno per i pallet per il trasporto, quello del vetro, della carta, e anche i trasporti, che in più fa registrare una rarefazione del servizio”.
 
Mineracqua osserva che “va sfatato il falso mito legato alla insostenibilità del prelievo dell’acqua minerale: l’Italia, infatti, è un Paese ricco di acqua minerale. Secondo i dati della Natural mineral waters Europe il volume totale di estrazione di acqua è pari allo 0,02 del totale delle risorse disponibili. Non esiste, quindi, nessun pericolo di esaurire una risorsa naturale preziosa, seppur in un mondo che avrà sempre più bisogno di acqua”. Secondo Mineracqua “le risorse si alimentano in continuazione e la sorgente non va mai ad esaurimento”.
 
Poi viene messo in evidenza il ciclo dell’acqua: “Generalmente i percorsi sotterranei delle acque minerali raggiungono profondità rilevanti, anche di diverse centinaia di metri, impiegando decine di anni. Nel suo viaggio sotterraneo l’acqua si depura gradualmente e a contatto con le rocce si arricchisce di sali minerali, che conferiscono le caratteristiche proprie di ogni tipologia di acqua. Questo percorso naturale, dilatato nel tempo e assolutamente incontaminato, garantisce la conservazione della purezza originaria, caratteristica propria e unica delle acque minerali”.
 
Ci sono poi dei “limiti all’estrazione. Il serissimo problema della scarsità idrica non coinvolge direttamente le acque minerali anche perché i singoli decreti con cui le regioni e le province autonome disciplinano e regolano l’esercizio della concessione in ogni suo aspetto prevedono anche l’individuazione della quantità massima di acqua”.
 
Infine il quadro dei consumi. “Il consumo medio di acqua minerale naturale pro-capite in Italia è pari a 0,6 litri al giorno – conclude Mineracqua – mentre quello di acqua potabile è di circa 243 litri al giorno”.

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