Giovedì 16 Novembre 2017 - 16:30

Zimbabwe, Mugabe resiste. Pressioni affinché si dimetta

Il leader 93enne è chiuso nella residenza presidenziale ad Harare. Sembra resistere. L'esercito nega che si sia trattato di un golpe

Golpe in Zimbabwe: il presidente Mugabe nelle mani dell'esercito

Robert Mugabe insiste nel rifiutare di lasciare il potere, definendosi l'unico leader legittimo dello Zimbabwe, mentre rimane rinchiuso nella residenza presidenziale ad Harare.

I militari sono intervenuti mercoledì dichiarando di aver preso "temporaneamente" il potere e negando si tratti di un colpo di stato, affermando di voler colpire i criminali della cerchia del leader 93enne che guida la nazione da 37 anni. Nel Paese regna la calma, con i tank fermi nelle strade, in un clima che riflette lo stallo sul destino di Mugabe e sul futuro politico della nazione.

I militari vorrebbero che Mugabe cedesse il potere, in una pacifica transizione all'ex vice Emmerson Mnangagwa. Quest'ultimo sarebbe tornato martedì nel Paese dal Sudafrica, dov'era fuggito la scorsa settimana dopo che Mugabe l'aveva rimosso dall'incarico, apparentemente per bloccare la sua ascesa al potere in vista delle elezioni del 2018. Anche la moglie Grace Mugabe puntava al potere, ma l'intervento dell'esercito ha bloccato la sua ascesa. Confinato per il secondo giorno nella sua 'casa blu', Mugabe starebbe resistendo alle pressioni per le sue dimissioni.

"E' uno stallo", ha detto una fonte politica a Reuters, che ha spiegato di aver parlato con alti funzionari che sono nella residenza presidenziale con l'ex leader della rivoluzione, con la moglie Grace (di cui in precedenza s'era detto fosse in Namibia) e con altri ministri a lui alleati. "Insistono sul fatto che il presidente debba concludere il suo mandato", ha spiegato. Un prete cattolico legato al presidente, Fidelis Mukonori, è stato chiamato a mediare tra lui e i generali. Intanto, ad Harare i soldati sono dispiegati all'aeroporto, vicino agli uffici governativi, al Parlamento e altri luoghi sensibili.

Il Sudafrica sembra appoggiare l'intervento militare, così come lo sostengono molti leader dell'opposizione, e ha inviato ministri ad Harare per contribuire a negoziare la formazione di un nuovo governo e per decidere i termini delle dimissioni di Mugabe. Un vertice d'emergenza della Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale è stato programmato in Botswana per discutere la situazione.

Per il leader dell'opposizione in Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, "nell'interesse del popolo" il presidente Robert Mugabe "deve dimettersi immediatamente", in vista di future elezioni. Tsvangirai, leader del Movimento per il cambiamento democratico, ha parlato in conferenza stampa, citato da Reuters. Nel frattempo Joice Mujuru, ex vice presidente dal 2004 al 2014 e poi rimossa perché avrebbe complottato contro Mugabe, ha annunciato che si candiderà alle future elezioni. "Non c'è dubbio che lo Zimbabwe necessiti di un piano di transizione" e che serve "tutte le parti partecipino", ha aggiunto, secondo quanto ha riportato The Herald. Mujuru, 62enne eroina della guerra d'indipendenza, era considerata delfina di Mugabe e favorita per la successione.

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