Giovedì 31 Maggio 2018 - 13:15

Zidane dice addio al Real Madrid: "Serve un cambiamento per continuare a vincere"

Annuncio del tecnico, campione d'Europa per il terzo anno consecutivo: "Questo club sarà sempre la mia vita. Non cerco un'altra squadra". Perez: "Decisione inaspettata ma la rispetto"

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La notizia dell'addio di Zinedine Zidane alla panchina del Real Madrid non è proprio un fulmine al ciel sereno, anche se dopo la vittoria della terza Champions League consecutiva in pochi se lo aspettavano. In realtà nel corso della stagione erano stati molte le voci su un possibile divorzio a fine stagione, con il presidente Florentino Perez poco soddisfatto del rendimento in campionato della squadra.

La notte di Kiev sembrava aver cancellato dubbi e frizioni, invece così non è stato. Dopo un breve incontro nella mattina a Madrid, Zidane nel corso di una conferenza stampa con al fianco proprio il presidente Perez ha annunciato la sua decisione. "Ho deciso di non continuare ad allenare il Real Madrid il prossimo anno", ha esordito Zizou abbastanza rilassato. "Questa squadra deve continuare a vincere e serve un cambio", ha aggiunto. "Questo club sarà sempre la mia vita", ha aggiunto il tecnico francese il cui contratto scadeva nel 2020. "Amo molto il Real Madrid e il presidente. Certo che può essere un arrivederci. Il Madrid mi ha dato tutto e io sarò sempre vicino a questo club per tutta la mia vita. È una decisione che per molti non ha senso, ma per me lo ha", ha dichiarato ancora Zidane. "I giocatori voglio ringraziarli perché sono quelli che combattono in campo. Per questo dopo tre anni bisogna cambiare. Non ho parlato con lo staff, parlerò poi con i giocatori e ne ho già parlato con il capitano Sergio Ramos", ha spiegato.

Terreo in volto, Perez non ha potuto fare altro che prendere atto della volontà del suo ormai ex allenatore. "Dopo aver vinto una Champions League è una decisione inaspettata, ma possiamo solo rispettarla. Ha avuto un grande impatto su di me quando me lo ha comunicato. Mi sarebbe piaciuto convincerlo, ma so come sta", ha dichiarato Perez. "Voglio ringraziarlo per la sua dedizione, il suo amore e tutto ciò che ha fatto per il Real Madrid in questi anni. Non è un addio, questo è un arrivederci a presto, ma se ha bisogno di una pausa se la merita anche lui", ha aggiunto.

 

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In tre anni sulla panchina del Real, arrivato a gennaio 2016 al posto di Rafa Benitez, Zizou ha vinto tutti i titoli possibili ad eccezione della Coppa del Re. Oltre alla Liga nel 2017, ha vinto tutte le finali che ha giocato: Champions League e Supercoppa Europea nel 2016, Mondiale per club, Champions League, Supercoppa di Spagna e Supercoppa europea nel 2017. Mondiale per Club e ancora Champions League nel 2018. Risultati eccezionali, meglio anche del Milan di Arrigo Sacchi negli anni '90 e del Barcellona di Pep Guardiola. Ora però per Zizou si aprono nuovi orizzonti. "Non sono stanco di allenare, ma non cerco un'altra squadra", ha detto.

In Italia c'è già chi sogna un suo ritorno alla Juve, con Allegri proprio al Real. In Francia lo vorrebbero come erede di Didier Deschamps sulla panchina della Nazionale dopo i prossimi Mondiali e in effetti lo stesso Zizou non ha mai nascosto che un giorno gli piacerebbe guidare in panchina la nazionale che nel 1998 ha guidato in campo alla vittoria della Coppa del Mondo.

Per quanto riguarda la panchina del Real, invece, è Mauricio Pochettino il grande favorito. Nonostante il fresco rinnovo di contratto con il Tottenham, il tecnico argentino ha ottenuto l'assicurazione che in caso di chiamata del Real Madrid sarebbe stato liberato. Perez, fra l'altro, si sarebbe già mosso sotto traccia forse perchè temeva un addio improvviso di Zidane. Un'alternativa di assoluto livello sarebbe quella di Joachim Low, ct della Germania campione del Mondo e anche lui fresco di rinnovo. Un altro tedesco che piace al presidente Perez è Jurgen Klopp, tecnico del Liverpool appena battuto dal Real nella finale di Champions League. Più sfumata la posizione di Arsene Wenger, che ha appena lasciato l'Arsenal dopo oltre 20 anni. Guti, infine, potrebbe essere una soluzione interna. L'ex nazionale spagnolo ha guidato le giovanili del Real fino al 2016 e conosce perfettamente l'ambiente.

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