Sabato 02 Dicembre 2017 - 18:00

Yemen, si spacca alleanza ribelli: 40 morti per gli scontri

Le truppe fedeli a Saleh hanno preso controllo del palazzo presidenziale e dei ministeri di Economia e Difesa

Houthi fighters stand guard during a rally marking the birth anniversary of Prophet Mohammad in Sanaa

L'alleanza di ribelli dello Yemen, formata dalla milizia houthi appoggiata dall'Iran e dalle forze leali al presidente deposto Ali Abdullah Saleh, sembra essersi spaccata dopo sanguinosi scontri a Sanaa in cui sono morte almeno 40 persone. Le truppe fedeli a Saleh, vicino agli houthi da quando presero la capitale nel 2014, hanno conquistato oggi il controllo del palazzo presidenziale, dei ministeri di Economia e Difesa, di varie installazioni della sicurezza, secondo il racconto di testimoni. Intanto, Saleh è comparso in tv chiedendo una sollevazione popolare contro la milizia sciita, che ha risposto accusandolo di aver condotto un golpe e di essere al servizio di Riyad.

Nel suo discorso, il presidente deposto ha anche proposto di negoziare alla coalizione di Paesi arabi sunniti guidata dall'Arabia Saudita, che appoggia militarmente il presidente Abdo Rabbo Mansur Hadi dal marzo 2015. Ha chiesto la fine delle ostilità e del blocco aereo e navale imposto al Paese, come condizione per aprire "una nuova pagina" nelle relazioni, allo scopo di metter fine al conflitto. Saleh lasciò la presidenza nel 2012 dopo una sollevazione popolare, dopo aver ricoperto l'incarico per 33 anni in modo ininterrotto

 La coalizione araba ha elogiato il suo cambio di posizione e lo ha considerato un passo verso l'uscita del Paese "dai mali delle milizie terroriste settarie iraniane" e lo riporterà "al suo ambiente arabo naturale". I ribelli houthi hanno accusato Saleh di golpe e hanno chiesto al partito di fare marcia indietro e rinunciare a questa "imprudenza irresponsabile". Le ostilità a Sanaa sono iniziate all'alba, quando gli houthi hanno tentato di attaccare con carri armati e veicoli blindati le residenze di alcuni alti esponenti del Partito del congresso popolare, di Saleh, e della Guardia repubblicana, leale al presidente deposto. Secondo varie fonti, i morti sono stati 40, tra cui civili e combattenti. Si tratta degli scontri più sanguinosi tra le fazioni e comportano una escalation di violenza dopo le varie scaramucce precedenti. I ribelli controllano Sanaa e ampie zone del nord e dell'ovest del Paese, mentre le forze di Hadi parte del sud, del centro e dell'est. I bombardamenti e il blocco aereo e navale della coalizione hanno causato un costo altissimo per i civili.

Dall'inizio dell'intervento della coalizione araba nel marzo 2015 sono morti almeno 5.14 civili, di cui 3.233 per i raid della coalizione, secondo un conteggio Onu dell'agosto scorso. Inoltre a causa del blocco, che impedisce l'arrivo di cibo, 7,3 milioni di yemeniti sono sull'orlo della fame e 18,8 milioni di persone sul totale di 27,4 milioni del Paese hanno bisogno di assistenza umanitaria per sopravvivere. Quindici milioni sono poi senza accesso all'acqua potabile, mentre il sistema delle fogne è stato distrutto ed è già esplosa un'epidemia di colera che ha colpito 500mila persone e ucciso duemila persone.
 

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