Venerdì 15 Aprile 2016 - 20:30

Yara, difesa Bossetti chiede perizia su Dna, sentito il figlio

Per i legali sono molte le perizie che i giudici dovrebbero disporre

Caso Yara Gambirasio: udienza presso il Tribunale di Bergamo

Tutto, o quasi, da rifare. E' questa l'idea che trapela dalle richieste di integrazione probatoria avanzate dalla difesa di Massimo Bossetti nel corso del processo per la morte di Yara Gambirasio. Per i legali del carpentiere di Mapello, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, sono molte le perizie che i giudici della Corte d'Assise di Bergamo dovrebbero disporre e i testimoni che dovrebbero sentire prima di emettere al sentenza.

IL DNA E LE PERIZIE CHIESTE DALLA DIFESA. Tra gli accertamenti necessari, per i difensori di Bossetti, c'è una nuova analisi medico legale sul corpo della 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra mentre tornava dalla palestra. In particolare, gli avvocati Salvagni e Camporini chiedono di analizzare nuovamente il corpo, gli abiti e il materiale trovato sotto le unghie della 13enne. L'obiettivo per loro è quello di cercare tracce di Dna più complete rispetto a quella trovata sugli slip della ragazzina, che ha portato a isolare il Dna di "ignoto1" e poi a identificare Bossetti. E hanno parlato di "macroscopica anomalia"  descrivendo l'assenza di Dna mitocondriale, ma solo quella di Dna nucleare (corrispondente a quello di Bossetti).

Una "anomalia" così grave, per i legali di Bossetti, da rendere nulla la prova. Non solo. I legali hanno chiesto anche di comparare le tracce di Dna maschile e femminile trovato sui guanti della ragazzina con i capelli e i peli trovati sui suoi indumenti. Trai punti da approfondire, anche l'ora della morte della 13enne e la permanenza del suo corpo nel campo di Chignolo d'Isola, dov'è stato trovato il 26 febbraio 2011, a tre mesi esatti dalla scomparsa.

 

Tra gli accertamenti chiesti dalla difesa di Bossetti, ci sono anche una perizia sulle sferette metalliche e sulle tracce di fibre trovate sul corpo e sugli abiti della ragazzina, per verificare se siano compatibili con il furgone Iveco del muratore o con i materiali presenti nei cantieri in cui lavorava. Richiesta, tra le altre cose, anche una perizia sull'allineamento temporale delle telecamere che hanno ripreso un camioncino come quello di Bossetti in giro per Brembate la sera della scomparsa della ragazzina. Per la difesa, infatti, l'orario segnato dal time code delle telecamere sarebbe almeno 10 minuti in ritardo rispetto a quello effettivo.

LE RICHIESTE DELLA PM RUGGERI. Una relazione sulle immagini registrate dagli "occhi elettronici" di una banca, un distributore  e un'azienda, realizzata dai carabinieri del Ris in collaborazione con due professori dell'Università di Parma, è stata prodotta anche dal pm Letizia Ruggeri, che ha chiesto di poterla depositare. Il pm ha anche insistito per produrre in udienza quattro o cinque della circa quaranta  lettere "hard" che Bossetti a un'altra detenuta del carcere di Bergamo, di nome Gina, si sono scambiati. In quelle missive nelle il muratore di Mapello esprimerebbe le sue preferenze sull'organo sessuale femminile. Dettagli che, per la rappresentante della pubblica accusa, denotano non solo la personalità dell'imputato ma richiamano da vicino le ricerche a luci rosse fatte sui computer di casa. I giudici si sono riservati di decidere e si pronunceranno nel corso della prossima udienza, fissata per il prossimo 22 aprile.

IL FIGLIO. Domande sulla vita familiare e sui computer di casa, da quanto si è saputo, sono state rivolte anche al figlio 15enne di Bossetti. Il ragazzino è arrivato in Tribunale a Bergamo alle 15, accompagnato in auto dal consulente investigativo della famiglia, Ezio Denti. Capelli rossi rasati, giacca blu, jeans e maglietta bianca, Nicolas ha deposto per circa mezz'ora, rigorosamente a porte chiuse. Nessuna notizia precisa è trapelata sul contenuto della sua testimonianza. I legali di Bossetti non hanno voluto dare alcuna indicazione. Un commento piuttosto severo, invece, è arrivato dai legali di parte civile. Al termine dell'udienza il ragazzo ha potuto salutare con calma il padre, che è apparso rilassato e molto abbronzato. Si tornerà in aula il prossimo 22 aprile.
 

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  • redazione web
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