Martedì 05 Aprile 2016 - 19:30

WhatsApp per la privacy: arriva la crittografia end-to-end

Il sistema aiuta a rendere la comunicazione privata come una sorta di conversazione faccia a faccia

WhatsApp per la privacy: arriva la crittografia end-to-end

Novità per gli utenti di WhatsApp. Chi apre la app di messaggistica, infatti, troverà il seguente avviso: "I messaggi che invii in questa chat e le chiamate sono ora protetti con la crittografia end-to-end". Cosa vuol dire? A spiegarlo sono Jan Koum e Brian Acton, cofondatori della app, in un post sul blog di WhatsApp, che dal 19 febbraio 2014 fa parte del gruppo Facebook Inc. L'intenzione è quella di rendere la comunicazione fra utenti il più sicura e privata possibile grazie ad un sistema di crittografia utilizzato sia per i messaggi sia per le chiamate. "L'idea è semplice: quando si invia un messaggio - si legge nel blog - l'unica persona che può leggere che è la destinataria, o i destinatari in caso di gruppi. Nessun altro può vedere quel messaggio. Nè cybercriminali. Nè hacker. Nè regimi oppressivi. Nemmeno noi. La crittografia end-to-end aiuta a rendere la comunicazione via WhatsApp privata - come una sorta di conversazione faccia a faccia". Per gli utenti dell'ultima versione di WhatsApp la crittografia viene attivata automaticamente e non c'è bisogno di fare nulla.

LO SCONTRO TRA FBI E APPLE. Il tema della privacy sui telefoni cellulari è diventato centrale dopo lo scontro fra Apple e Fbi per lo sblocco dell'iPhone del killer di San Bernardino e molte aziende stanno valutando i sistemi più efficaci per tutelare i propri utenti. E WhatsApp si è messo in prima linea sul tema dei dati sensibili. "Recentemente - spiegano Jan Koum e Brian Acton - ci sono state molte discussioni sui servizi criptati e sul lavoro delle forze dell'ordine. Riconosciamo l'importante lavoro delle forze dell'ordine nel mantenere le persone al sicuro, ma gli sforzi per indebolire la cifratura dei dati espongono le informazioni delle persone all'abuso di cybercriminali, hacker e Stati canaglia".

"Viviamo - spiegano i fondatori - in un mondo in cui i nostri dati sono più digitalizzati rispetto al passato. Ogni giorno sentiamo storie di dati sensibili rubati o a cui si ha avuto un accesso improprio. E se non si interviene, le informazioni digitali delle persone e le comunicazioni saranno vulnerabile agli attacchi nei prossimi anni".

CRESCIUTO IN URSS. Un'ultima considerazione, Jan Koum, la lega alle sue esperienze di vita: "Il desiderio di proteggere la comunicazione privata delle persone è uno dei principi base di WhatsApp e, per me, è una questione personale. Sono cresciuto in URSS durante il regime comunista e il fatto che la gente non potesse parlare liberamente è uno dei motivi che ha spinto la mia famiglia a trasferirsi negli Stati Uniti". Koum, infatti, è n

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