Martedì 08 Marzo 2016 - 10:00

Voto donne, Koch: Cittadine e protagoniste della Liberazione

La presidente della Casa delle donne di Roma: In 35mila scesero in campo per liberarci dal Fascismo

La presidente della Casa delle donne di Roma

Le donne delle prime amministrative a suffragio universale di 70 anni fa non erano casalinghe annoiate, invitate a partecipare alla scelta dei propri rappresentanti da uomini generosi. Erano cittadine attive a tutti gli effetti. Protagoniste della Resistenza e della ricostruzione. “Scesero in campo per liberarci dal Fascismo in 35mila. E’ un dato di fatto, che determinò la consapevolezza che non potessero più essere escluse dalla vita politica e sociale dell’Italia”. Francesca Koch, presidente della Casa delle donne di Roma, dottoressa di ricerca in Storia religiosa e socia della Società italiana delle storiche, ripercorre con LaPresse i progressi fatti nella storia della nostra recente Repubblica grazie alla lotta instancabile femminile.

"La commissione per il voto alle donne dell'Unione donne in Italia e di altri movimenti femminili del dopoguerra nacque nell’ottobre del 1944, e fu la breccia - racconta -. Poi ci fu la presenza delle 21 donne nella Costituente, fondamentale per stabilire dei principi di uguaglianza che sono alla base del nostro vivere civile". Le approvazioni della legge Noce sulla maternità e della legge Merlin sulla chiusura delle case di tolleranza furono dei lavori significativi, "Ma fu una fatica farle approvare: per la legge Noce ci vollero 2 anni, per la Merlin addirittura 10. Già allora il Paese era più avanti del Parlamento e le stesse difficoltà a farsi ascoltare permangono. Per i primi 15 anni le lotte delle donne dentro e fuori dal Parlamento sono state sull’uguaglianza sul lavoro, sulla maternità, sulla sicurezza e la parità salariale. Dalla fine degli anni ’60 in poi le lotte si spostarono sui temi della sessualità e della corporeità, sono state insomma il frutto di un cambiamento culturale".

“Il problema – spiega Enoc – storicamente è stato che per ogni conquista delle donne si sviluppava una resistenza paludosa e appiccicosa degli uomini, che tentavano di arginarle e in alcuni casi boicottarle”. Oggi? "La situazione è molto preoccupante. A fronte di capacità non sfruttate, c’è una pericolosissima restaurazione. Spesso la donna è vittima della precarietà e di linguaggi politici pesanti, quasi indecenti. Nel momento in cui si tenta di affermare i diritti, c’è una valanga pretestuosa di polemiche che tenta di insabbiarli".

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