Sabato 30 Gennaio 2016 - 13:15

Visco: Bankitalia attenta e tempestiva sulle banche in crisi

Il governatore spiega spiega come le azioni della banca centrale italiana siano state corrette e rapide

Ignazio Visco

 Le banche italiane "sono ben patrimonializzate", le turbolenze in Borsa dei giorni scorsi "non trovano giustificazione" e, come presidio, c'è comunque una Banca d'Italia pronta ad agire con "con attenzione e tempestività". Così il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che nel suo discorso al raduno annuo dell'Assiom Forex, di fronte a banchieri e uomini di finanza, ha fatto la sua parte di "sforzo congiunto", chiesto anche al governo, per ricostruire la fiducia sul sistema bancario. Le banche devono tuttavia fare la propria parte, creando fondi "volontari di intervento, aggiuntivi rispetto ai sistemi obbligatori di garanzia dei depositanti". Insomma, per tutelare maggiormente il risparmio.

Il banchiere centrale ha difeso la vigilanza di Via Nazionale, che può fare molto ma "in nessun paese è in grado di azzerare il rischio di crisi bancarie". Secondo Visco, infatti, per salvare Carife, Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti, non c'erano "soluzioni alternative di mercato, data l'irreversibilità del dissseto". In pratica, "nonostante l'avvio di trattative con varie possibili controparti" e in assenza di "investitori disposti ad assumersi i rischi connessi con le attività deteriorate", non c'era altra possibilità che accettare le perdite dei risparmiatori che avevano investito in obbligazioni delle banche, anche in virtù della nuova normativa sul 'bail-in'. Che, il governatore ha sottolineato, incorpora "una clausola che ne prevede la revisione, da avviare entro giugno 2018", ed è "auspicabile" che "sia ora sfruttata". Anche perché, ha fatto notare Visco, la normativa Ue, così com'è, svantaggia l'Italia. "La quota del risparmio delle famiglie - ha spiegato - investita in obbligazioni emesse dalle banche è notevolmente più elevata che nella media dell'area dell'euro".

 

Visco, inoltre, ha confermato le ultime stime sulla ripresa emesse da Bankitalia, che vedono un Pil in crescita "attorno all'1,5%" nel 2016 e nel 2017. Ma ha messo in guardia sulla "incertezza del contesto internazionale e i suoi riflessi" che sono "evidenti elementi di rischio". Il sistema italiano, invece, risulta solido nononostante i 200 miliardi di sofferenze lorde. "I crediti deteriorati sono ampiamente coperti da svalutazioni e garanzie", ha evidenziato il capo di palazzo Koch. "Il patrimonio delle banche italiane - ha detto - è oggi molto più elevato che in passato. Dalla fine del 2008 il coefficiente patrimoniale medio riferito al capitale di migliore qualità è cresciuto dal 7,1 al 12,3 per cento".

Visco non si è unito al coro degli scontenti per la 'bad bank leggera', ovvero il sistema di garanzie di Stato che servirà agli istituti di credito italiani per liberarsi dei crediti deteriorati attraverso veicoli creati ad hoc. Il meccanismo messo a punto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze dopo l'accordo raggiunto con la Commissione Ue, che secondo molti osservatori e anche agenzie di rating, come Fitch e S&P, non sarebbe sufficiente, per Visco potrà invece "agevolare il riequilibrio dei bilanci delle banche italiane e la loro capacità di finanziare l'economia reale". Insomma, Bankitalia ritiene che "sarà più agevole" liberare i conti dai crediti deteriorati.

 

Il governatore ha anche richiamato l'esecutivo alla necessità di accelerare sul sistema delle Banche di credito cooperativo, dopo che ieri il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato che la riforma sarà varata dal governo la prossima settimana. "L'esigenza di una significativa integrazione delle Bcc, che richiamiamo da tempo, si è fatta più pressante", ha avvertito Visco. Per il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, il discorso di Visco ha fatto "chiarezza" sullo stato di salute e gli sforzi delle banche italiene ed "è stato anche un consutivo al termine di una crisi che, come ha detto lo stesso governatore facendo una dichiarazione di portata storica, è stata più pesante di quella degli anni '30".

 

Scritto da 
  • Lorenzo Allegrini
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