Sabato 21 Luglio 2018 - 12:15

Vibo Valentia, 'giardini segreti' di marijuana: scoperte 26mila piante del clan

Colpo all'associazione criminale capeggiata da Emanuele Mancuso

Circa 26mila piante di marijuana per la cui coltivazione veniva impiegata manodopera extracomunitaria. E una strategia commerciale altamente tecnologica che metteva in campo anche i droni. E' quanto ha portato allo scoperto l'operazione della polizia 'Giardini segreti'. Sono 18 i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Catanzaro, Paola Ciriaco, ed eseguita dalla polizia di Stato di Vibo Valentia.

Per 8 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 9 gli arresti domiciliari e, per uno, l'obbligo di dimora. Altre 21 persone sono indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere dedita al narcotraffico e detenzione ai fini di spaccio di droga. Il blitz, al quale hanno partecipato circa 200 agenti, rappresenta l'epilogo di una attività investigativa, avviata già dal 2015, che ha permesso oggi di smantellare un'associazione a delinquere finalizzata alla produzione, coltivazione e vendita di sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, capeggiata da Emanuele Mancuso, figlio di Pantaleone, alias 'l'Ingegnere', esponente apicale dell'omonima consorteria criminale della 'ndrangheta di Limbadi.

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Le attività investigative nascono dal sequestro di appezzamenti di terreno adibiti a piantagioni di marijuana, situati a Nicotera, Joppolo e Capistrano, per un quantitativo di circa 26mila piante. L'indagine ha consentito di evidenziare, anche grazie ad attività tecniche e al supporto della polizia scientifica, la capacità dell'organizzazione di provvedere a tutte le varie fasi del ciclo di produzione della sostanza stupefacente. In particolare, con l'acquisto online di semi di canapa indiana e di concime, effettuati direttamente dal capo del sodalizio Emanuele Mancuso, l'organizzazione realizzava la costruzione delle strutture dove piantare i semi, curare la germinazione e la fioritura delle piante, la crescita, la lavorazione e, infine, l'immissione sulle 'piazze' di spaccio. Le varie attività erano assicurate da accoliti di Mancuso, ma anche da mano d'opera reclutata tra extracomunitari.

Nel corso delle indagini è stato accertato come Mancuso, tramite l'utilizzo di droni, controllasse i terreni destinati alla coltivazione della droga. La questura di Vibo Valentia spiega come le risultanze delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Dda Annamaria Frustaci, sono state recentemente suffragate dalle dichiarazioni dello stesso Emanuele Mancuso che ha avviato un percorso di collaborazione con i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro.

Inoltre, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Alessandria, Brescia, Caltanissetta, Catanzaro, Chieti Genova, Imperia, Lecce, Milano, Napoli, Salerno e Savona sono anche state effettuate  perquisizioni a carico delle sedi di una società, attiva nella vendita online di semi di canapa indiana, situate in quelle province, a carico delle quali verrà anche notificato un provvedimento di sequestro preventivo.

Scritto da 
  • Laura Carcano
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