Mercoledì 05 Luglio 2017 - 20:45

Ok dalla Camera, ora la tortura è reato: pene fino a 12 anni

Fi: "Schiaffo a forze ordine". Sinistra italiana si astiene: "Legge debole"

Via libera dalla Camera, ora la tortura è reato. Fi attacca: Schiaffo a forze ordine

Ok definitivo dell'Aula della Camera  al disegno di legge che introduce il reato di tortura. Il testo e' stato approvato a Montecitorio con 198 voti favorevoli, 35 contrari e 104 astenuti.

PENE FINO A 12 ANNI. L'articolo 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza ovvero che si trovi in situazione di minorata difesa, se il fatto è commesso con più condotte ovvero comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. La pena sale da 5 a 12 anni se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio. 

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Sono vietate le espulsioni, i respingimenti e le estradizioni ogni volta che sussistano fondati motivi di ritenere che, nei Paesi nei confronti dei quali queste misure amministrative dovrebbero produrre i loro effetti, la persona rischi di essere sottoposta a tortura. La disposizione - sostanzialmente aderente al contenuto dell'articolo 3 della Convenzione Onu -  precisa che tale valutazione tiene conto se nel Paese in questione vi siano violazioni "sistematiche e gravi" dei diritti umani.

Il provvedimento esclude il riconoscimento di ogni "forma di immunità" per gli stranieri che siano indagati o siano stati condannati  per il delitto di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale. Viene poi previsto l'obbligo di estradizione verso lo Stato richiedente dello straniero indagato o condannato per il reato di tortura.

FINOCCHIARO: COLMATA MANCANZA. "L'Italia ha finalmente colmato una grave mancanza nel proprio ordinamento. L'approvazione definitiva della legge che introduce il delitto di tortura rappresenta un passaggio importante, per il quale il Parlamento lavora da quasi vent'anni e del quale non possiamo che essere soddisfatti". Lo afferma la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

"A 33 anni dalla firma della Convenzione di New York - prosegue la ministra - i principi in essa contenuti entrano a far parte anche della legislazione italiana, con adattamenti che ne ampliano e rafforzano l'applicabilità. La legge individua quegli atti, singoli o ripetuti, che provocano sofferenze e traumi tali da ledere la dignità di una persona, già privata della propria libertà, siano essi compiuti da pubblici ufficiali, oppure da chiunque altro si trovi ad essere responsabile della custodia, cura o assistenza di quella che è costretta a diventare invece una sua vittima"

FORZA ITALIA VOTA CONTRO. Forza Italia ribadisce il suo voto contrario al provvedimento. "Di fatto un pasticcio legislativo che rischia di compromettere l'operatività delle forze di polizia. E' infatti un provvedimento intimidatorio, che potrebbe di confondere e punire proprio chi giornalmente difende e tutela le nostre famiglie e le nostre città, e che avrà anche forti ricadute sulle politiche migratorie del nostro Paese". Ad affermarlo il deputato di Forza Italia e membro della Commissione Difesa, Gregorio Fontana, che continua: "Non siamo ovviamente contro il reato di tortura, ma non possiamo accettarne interpretazioni a maglie larghe che rischiano mettere in discussione il già compromesso sistema di rimpatrio dei migranti".

Duro il commento del deputato forzista Francesco Paolo Sisto: "State trasformando il nostro Paese in uno stato di polizia, introducendo reati su reati, sanzioni su sanzioni. Se qui c'è qualcuno torturato, questo è il sistema penale. Ed è per questo motivo che noi queste norme le cambieremo, tornando alla sana e robusta costituzione che ci ha sempre accompagnato".

SINISTRA ITALIANA SI ASTIENE. Sinistra italiana si è astenuta sul voto finale sul testo che ha introdotto nell'ordinamento italiano il reato di tortura. Il segretario, Nicola Fratoianni, ha spiegato: "il nostro Paese aspetta da 30 una legge che definisca la tortura un reato, e che ci metta in linea con le convenzionali internazionali. Quella di oggi in Parlamento invece, come affermato da varie Istituzioni internazionali e dalle associazioni per i diritti umani e' un pasticcio, una legge che non consentira' di perseguire in modo efficace chi si rende autore di questi orrendi atti. Per questo non la voteremo e ci asteniamo
 

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