Mercoledì 29 Giugno 2016 - 14:30

Via libera al decreto banche con 287 sì: adesso è legge

Ampliata la platea degli obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti che avranno diritto al rimborso

Via libera al decreto banche: ora è legge

La Camera ha approvato in via definitiva con 287 sì e 173 no il 'decreto banche' che prevede misure in favore degli investitori in istituti di credito che sono in liquidazione. Il testo, già approvato dal Senato, adesso è legge.

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Il decreto, tra le altre cose, amplia la platea degli obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti che avranno diritto al rimborso forfettario all'80%. I rimborsi scatteranno in caso di reddito "complessivo" (che considera solo i redditi ai fini irpef al netto delle deduzioni di cui si ha diritto) - e non più "lordo" - inferiore a 35mila euro. E l'anno di riferimento sarà il 2014 anziché il 2015. Inoltre si prevede che i cittadini abbiano a disposizione sei mesi, e non più quattro, per avanzare la richiesta di rimborso.

LA SODDISFAZIONE DI RENZI. "Il nostro governo ha fatto pulizia sulle banche. La realtà è che questo governo ha salvato i correntisti e i risparmiatori, il resto è demagogia", dichiara il premier Matteo Renzi in conferenza stampa. "Se uno fa provvedimenti sulle banche, non vuol dire che le voglia favorire - chiarisce -. Io faccio interventi sulle banche per aiutare i risparmiatori.

Anche il salvataggio delle quattro banche popolari è servito al salvataggio dei correntisti. Soltanto una propaganda politica abbastanza vergognosa può dire il contrario: noi siamo il governo che ha mandato a casa i cda. Se poi c'è da intervenire su qualche manager, spero venga fatto con il massimo della chiarezza e del rigore. Mi auguro che le operazioni di chiarimento si facciano - e ogni riferimento al Nord est è voluto -". "Quello che serve alle banche lo sappiamo e lo faremo", conclude il premier.

IL COMMENTO DELL'UNIONE CONSUMATORI. Il testo non piace affatto all'Unione nazionale consumatori, che lo definisce "pessimo e insufficiente". E' stata "tradita la fiducia dei risparmiatori", afferma il segretario Massimiliano Dona. Un pessimo testo, insufficiente per rispondere alle esigenze di chi ha perso i risparmi di una vita. Poteva essere l'occasione per ridare fiducia nel sistema bancario, risarcendo tutti i truffati. Invece solo un'esigua minoranza potrà accedere agli indennizzi automatici, sempre che accettino un rimborso parziale, ossia meno del dovuto".

"E' inaccettabile costringere il consumatore a giocare alla roulette russa, scegliendo preventivamente se rinunciare ai suoi diritti, accettando  l'80% di quanto ha perso,  oppure giocare il terno al lotto dell'arbitrato, sperando di vincere. Un dilemma del prigioniero vergognoso", aggiunge Dona.

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