Martedì 18 Ottobre 2016 - 22:00

Via libera a ddl caporalato: carcere fino a 6 anni per gli sfruttatori

La pena aumenta da cinque a otto anni se c'è violenza o minaccia

Via libera a ddl caporalato: carcere fino a 6 anni per sfruttatori

L'Aula della Camera ha dato il via libera definitivo al disegno di legge sul caporalato, che prevede nel dettaglio "il contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo". I voti a favore sono stati 336, non c'è stato alcun No, mentre gli astenuti sono stati 25 (i presenti erano 371, i votanti 346).

INTRODUZIONE DEL REATO DI CAPORALATO - Il provvedimento riscrive il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, prevedendo la responsabilità diretta del datore di lavoro, la semplificazione degli indici di sfruttamento e la possibilità di commissariamento dell'azienda. Il ddl prevede la pena della reclusione in carcere da uno a sei anni per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Qualora vi sia violenza e minaccia, inoltre, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l'arresto in flagranza. In base a quanto disposto dalle nuove norme, vengono individuati come indice di sfruttamento la corresponsione ripetuta di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull'orario di lavoro e sui periodi di riposo. Altri parametri che possono essere utilizzati per determinare lo sfruttamento sono le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza o situazioni alloggiative degradanti.

CONFISCA DEI BENI - Con l'intervento normativo si stabiliscono nuovi strumenti penali per la lotta al caporalato come la confisca dei beni come avviene con le organizzazioni criminali mafiose, l'arresto in flagranza, l'estensione della responsabilità degli enti. Introdotto l'allargamento del reato anche attraverso l'eliminazione della violenza come elemento necessario e che rendeva più complessa l'applicazione effettiva della norma.

INDENNIZZI PER LE VITTIME - Per la prima volta si decide di estendere le finalità del Fondo antitratta anche alle vittime del delitto di caporalato, considerata la omogeneità dell'offesa e la frequenza dei casi registrati in cui la vittima di tratta è anche vittima di sfruttamento del lavoro.

RAFFORZATA LA RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITA' - Viene rafforzata la operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, creata nel 2014 con il provvedimento Campolibero e attiva dal 1 settembre 2015. Con la norma si estende l'ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete, includendovi gli sportelli unici per l'immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l'impiego, i soggetti abilitati al trasporto dei lavoratori agricoli e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura. Allo stesso tempo si stabilisce l'estensione dell'ambito delle funzioni svolte dalla Cabina di regia della Rete stessa, che è presieduta dall'Inps e composta da rappresentanti di sindacati, organizzazioni agricole e Istituzioni.

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