Lunedì 06 Marzo 2017 - 19:30

Vertice Gentiloni-Merkel-Hollande-Rajoy: Sì a Ue a più velocità

Il presidente francese: "Siamo qui per tracciare un nuovo cammino". E la cancelliera avverte: "Se ci fermiamo crolla tutto"

Vertice a 4 tra Gentiloni, Merkel, Hollande e Rajoy: Sì ad una Ue a più velocità

Si riunisce a Versailles il vertice a quattro tra Germania, Spagna, Francia e Italia sul futuro dell'Unione europea. All'incontro hanno partecipato Francois Hollande, Angela Merkel e Mariano Rajoy e Paolo Gentiloni, tutti assieme per discutere di un nuovo cammino comune da seguire per sostenere il progetto europeo.

GENTILONI: CREDIAMO NEL PROGETTO EUROPEO. "Ci riuniamo in un momento difficile. Siamo consapevoli del clima che si è creato dopo Brexit, anche per il clima di chiusura che si è creato. Serpeggiano sentimenti di stanchezza nei confronti del progetto comune, noi restiamo convinti della validità del progetto europeo", ha dichiarato Gentiloni  nel corso della conferenza stampa. "Se non ci fosse più improvvisamente l'Ue tutti noi ne sentiremmo drammaticamente la mancanza", ha aggiunto. "Il 25 marzo l'Ue riprende il suo cammino e lo fa con una bussola chiara: i bisogni, i sentimenti dei cittadini europei. Il 25 l'Ue riparte dal suo popolo".

"L'Italia è per un'Unione europea più integrata ma che possa consentire più livelli di integrazione. E' giusto e normale, mantenendo un progetto comune che avrà le sue basi sulla dichiarazione di Roma", ha aggiunto Gentiloni.

HOLLANDE: SI' AD UE A DUE VELOCITA'. "Siamo in un contesto in cui le incertezze e le preoccupazioni sono molte e alcuni principi come la democrazia, l'apertura, i diritti sono messi in discussione. Ecco perché non possiamo solo commemorare i trattati di Roma. Francia, Germania, Italia e Spagna per la loro storia e le loro caratteristiche hanno la responsabilità di tracciare il cammino, non per imporlo agli altri ma per dare un impulso. Siamo convinto che non verrà trovata nessuna soluzione se lo spirito di chiusura prevarrà e vale per l'Europa così come vale per il mondo", ha detto il presidente francese, a margine del vertice.

"Se vogliamo che l'Europa ci sia bisognerà trarre le conseguenze della Brexit e saper vivere a 27, ma unità non vuol dire uniformità. Servono le collaborazioni differenziate, a due velocità -  ha aggiunto - per far andare più velocemente alcuni Paesi senza lasciare nessuno i in meno. Solidarietà a 27 ma lasciando andare avanti alcuni Paesi. Penso a difesa, all'eurozona, attraverso l'approfondimento dell'unione economica e monetaria. Serve poter andare più rapidamente e meglio per alcuni Paesi senza che altri siano lasciati indietro ma senza che possano neanche opporsi".

MERKEL: SE CI FERMIAMO CROLLA TUTTO. "Dobbiamo avere il coraggio di accettare che alcuni Paesi vadano avanti. Le cooperazioni differenziate devono rimanere aperte a chi è indietro, ma dobbiamo andare avanti. La diversità può essere una forza, è una spinta per i nostri o cittadini", ha ricordato la cancelliera Merkel.  "L'Ue è stata una creazione di pace, dobbiamo continuare in questa direzione perché se ci fermiamo tutto quello che abbiamo costruito potrebbe crollare. Abbiamo tutti l'obbligo di continuare la costruzione europea", ha avvertito Merkel.

"Vogliamo essere una Unione europea della prosperità - ha proseguito -. Non deve essere solo una promessa ma una realtà. Ci vogliono posti di lavoro, e deve essere più di una promessa per i cittadini. Dobbiamo far prevalere i vantaggi dell'economia di mercato. L'Ue deve essere un protagonista solido di questa globalizzazione. Per questo serve un'Ue a più velocità, fatta di cooperazioni differenziate. Queste cooperazioni differenziate devono restare aperte a chi resta indietro, ma dobbiamo poter andare avanti". 

RAJOY: UE STORIA DI SUCCESSO. "L'Ue è una storia di successo, nonostante quello che dicono i suoi detrattori. Sono stati 60 anni di pace e di democrazia. È la prima economia mondiale, una potenza culturale e turistica e anche in termini di servizi alle persone. Per questo dobbiamo difenderla e stare uniti", ha dichiarato Rajoy.

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