Lunedì 24 Luglio 2017 - 16:15

Vertice a Tunisi sui migranti. Minniti: cooperare tra Europa e Africa

Riunito il gruppo di contatto sulla rotta del Mediterraneo. Il ministro degli interni invita la Libia a maggiori controlli

Recupero di migranti sulle coste libiche

Il fenomeno della migrazione è un fenomeno epocale con il quale avemo a che fare ancora per anni. L'unica strada possibile per risolverlo passa attraverso la collaborazione tra Europa e Africa. E' iniziata su questi temi e con questa prospettiva, a Tunisi, la seconda riunione del Gruppo di Contatto sulla rotta del Mediterraneo centrale. La prima riunione si era tenuta a Roma lo scorso 20 marzo. Presenti i ministri dell'Interno di Germania, Austria, Francia, Italia, Malta, Slovenia, Svizzera, Algeria, Libia, Mali, Niger, Ciad, Tunisia, il commissario europeo per l'Immigrazione e il ministro dell'Interno dell'Estonia quale presidenza di turno dell'Unione europea. A rappresentare l'Italia c'è il ministro Marco Minniti. In campo anche le rappresengtanze dell'Onu e dell'Unhcr.

Il seguito di Roma - "Nel momento in cui ci siamo riuniti il 20 marzo scorso a Roma - ha detto Minniti nel suo intervento - l'idea di mettere insieme il gruppo dei Paesi Europei, il gruppo dei Paesi Africani a lavorare sui grandi temi della immigrazione, sembrava quasi una scelta azzardata. Oggi siamo invece tutti quanti insieme non soltanto per la scelta azzardata ma era la scelta probabilmente giusta. Oggi - dice - noi abbiamo qui oltre ai Paesi europei del gruppo di contatto abbiamo nuovi protagonisti. L'Europa e l'Africa possono lavorare insieme e soprattutto che Europa e Africa hanno il dovere di lavorare insieme".

Fenomeno epocale - Poi Minniti è venuto al nocciolo della questione: "Noi abbiamo a che fare con un fenomeno epocale di straordinaria portata che ci ha accompagnato in passato e probabilmente, molto probabilmente, ci accompagnerà anche nel futuro. Il problema è comprendere che questo fenomeno può essere affrontato in maniera utile e io starei quasi per dire in maniera definitiva, soltanto attraverso una grande cooperazione tra Europa e Africa. Questa è la sede della soluzione del problema. L'Europa non può fare a meno dell'Africa e l'Africa non può fare a meno dell'Europa. E se posso usare una immagine è che l'Africa è lo specchio dell'Europa. Lo dico ai vertici europei"

Progetti e risorse - Per Minniti è necessario definire progetti concreti e impegnarvi le risorse necessarie: "Le settimane scorse ci siamo incontrati con i ministri amici del Niger, del Ciad. Abbiamo stabilito una cooperazione ed è molto importante che questo possa andare avanti, così molto importante che prima del vertice di Tallin che insieme ai miei colleghi francesi e tedeschi abbiamo stabilito una comune strategia. Io vedo degli importanti passi in avanti che non dobbiamo sprecare"

Onu, Unhcr e diritti umani - l ministro degli Interni italiano ha sottolineato l'importanza della presenza a Tunisi di Onu e Unhcr: "E' molto importante che i singoli Paesi, l'Unione Europea, lavorino insieme con queste due grandi strutture, perché noi abbiamo a cuore, in maniera imprescindibile il rispetto dei diritti umani, di coloro che sono chiamati a questa straordinaria tragedia che è quella dell'immigrazione, quelli che sono costretti a lasciare i loro Paesi. Nel momento in cui noi ci poniamo il problema di governare i flussi, noi contemporaneamente ci poniamo il problema di farlo nel rispetto pieno dei diritti umani".

Controlli - Minniti ha affrontato il tema del controllo sulle coste dove il flusso migratorio si trasferisce in mare e diventa problema epocale in tanti sensi: "La Guardia costiera libica ha cominciato a fare i primi passi, oggi è una struttura che può svolgere una funzione di controllo delle acque territoriali libiche. L'organizzazione mondiale per l'immigrazione ha diffuso alcuni dati, ed è importante che li abbiano diffusi loro. 10.000 persone salvate nel Mediterraneo centrale dalla Guardia costiera libica, 5.000 persone rimpatriate con rimpatri volontari assistiti; ciò vuol dire che in qualche modo si può dare un segnale, cioè è possibile salvare e controllare le acque territoriali libiche, è possibile pensare a condizioni di accoglienza in Libia nel rispetto dei diritti umani ed è possibile pensare anche a dei rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di provenienza. Questa è la via e la strategia. E dobbiamo farlo tutti quanti insieme con convinzione, con passione, con impegno".

Confini a Sud -  "I confini a sud sono molto importanti, se mi è consentito, non soltanto per il tema dell'immigrazione, ma anche per il tema della lotta al terrorismo. Noi abbiamo di fronte, con evidenza, i segnali di una sconfitta militare di islamic state nel momento in cui cade Mosul. E noi dobbiamo pensare all'ipotesi di una diaspora e a quel punto il confine sud della Libia diventa il confine sud dell'intera Africa settentrionale e se mi è consentito, del confine sud dell'intera Europa. Controllare il confine sud significa controllare i confini dell'Africa settentrionale e dell'Europa, per questo tutto ciò ha un valore strategico".

Francia-Libia:

Intanto suscita polemiche tutte italiane l'iniziativa del presidente della Francia, Emmanuel Macron, che domani incontrerà il capo del governo di unità nazionale della Libia, Fayez al Serraj, e il generale Khalifa Hafter, per cercare una soluzione al conflitto del Paese. L'incontro, di cui si era parlato nelle ultime ore, è stato confermato oggi l'Eliseo. L'incontro avrà luogo a La Celle Saint Cloud, alle porte di Parigi. Con questa iniziativa, la Francia dice di voler facilitare una "intesa politica" tra i due, in un momento in cui il libanese Ghassan Salamé, nuovo rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Libia, assume la carica di mediatore. Dal centrodestra italiano partono subito bordate contro il governo colpevole di aver lasciato campo all'iniziativa francese. Maurizio Gasparri (capo dei senatori Fi) si chiede come mai l'incontro non si svolga a Roma su iniziativa di Gentiloni e accusa il premier di inerzia. In sostanza, è il punto di vista dell'opposizione, l'Italia si prende i problemi dei migranti e la Francia assume il ruolo che spetterebbe al nostro Paese.

 

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