Venerdì 03 Marzo 2017 - 07:30

Verdini condannato a 9 anni per crac ex Credito cooperativo

Per il senatore di Ala anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Pene comminate ad altre trentatré persone

Denis Verdini condannato a 9 anni per il crac dell'ex Credito cooperativo

Denis Verdini è stato condannato a nove anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per il crac dell'ex Credito cooperativo fiorentino. É iniziata nel 2010 la vicenda giudiziaria che ha visto il senatore di Ala finire a processo insieme ad altri trentatré persone, condannate a vario titolo a pene che vanno dai sei anni e sei mesi a un anno e sei mesi. I reati contestati a Verdini dalla Procura di Firenze erano bancarotta, truffa ai danni dello Stato e associazione a delinquere, accusa dalla quale però è stato assolto insieme agli altri imputati. I pm Luca Turco e Giuseppina Mione avevano sollecitato una condanna a 11 anni. La sentenza è arrivata dopo due anni di dibattimento, oltre settanta udienze e una settimana di camera di consiglio, necessaria ai giudici del Tribunale di Firenze, presieduti da Mario Profeta, per arrivare a una decisione.

Per i pm, Verdini usava la banca come un bancomat personale."Abbiamo dimostrato che per il senatore Denis Verdini non c'era il reato di associazione per delinquere. Negli altri passaggi processuali dimostreremo che anche per gli altri reati contestati i fatti non sussistono", ha detto dopo la lettura della sentenza l'avvocato Ester Molinaro, che fa parte del collegio difensivo del senatore e coordinatore di Ala. "Rispettiamo la sentenza - ha aggiunto - ma consideriamo quello di oggi solo un passaggio. Attendiamo le motivazioni per andare poi a un altro grado di giudizio".

Tutto ebbe origine da una prima ispezione della Banca d'Italia sui conti dell'istituto di credito, presieduto dal 1990 al 2010 proprio da Verdini. La banca versava in una situazione economica difficile e, dopo due anni di amministrazione straordinaria, il tribunale di Firenze la dichiarò fallita.

Le indagini, avviate dalla Procura di Firenze e condotte dai pubblici ministeri Turco e Mione, coinvolsero anche l'altra attività di Verdini, il quotidiano il 'Giornale della Toscana' e il settimanale 'Metropoli', editi rispettivamente dalle cooperative Società Toscana edizioni srl e la Sette Mari scarl. Secondo l'accusa, queste cooperative sarebbero servite per ottenere, tra il 2005 e il 2009, più di quattro milioni all'anno di contributi erogati dal Fondo per l'editoria. Gli inquirenti, inoltre, concentrarono le indagini sulla rete di rapporti esistente tra il Credito cooperativo fiorentino  e i due imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, soci della holding Hbf che controllava decine di società, fra cui l'impresa di costruzioni Btp, la catena di alberghi Una, la Immobiliare Ferrucci.

Sempre secondo l'accusa, la banca avrebbe erogato molti finanziamenti a società riconducibili a interessi dei costruttori di Prato Riccardo Fusi, Roberto Bartolomei (entrambi condannati a 5 anni e 6 mesi) e altri imputati basandosi su operazioni fittizie o su contratti viziati da irregolarità di vario tipo, e svuotando così il patrimonio dell'istituto di credito.
 

Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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