Lunedì 31 Luglio 2017 - 09:15

Venezuela post voto: Maduro minaccia Parlamento, pm e media

Pugno duro del presidente dopo gli scontri che hanno infiammato il Paese contro il voto per l'Assemblea costituente

Demonstrators watch a barricade burn after clashes broke out while the Constituent Assembly election is being carried out in Caracas

L'Assemblea costituente eletta ieri in Venezuela con l'appoggio unico del fronte chavista ha ottenuto a sorpresa il sostegno di circa 8 milioni di elettori, parti al 41,53%, un risultato celebrato dal presidente Nicolas Maduro con la promessa di misure contro il Parlamento (in mano all'opposizione), la Procura, i leader dell'opposizione e i media privati. Il dato supera i risultato ottenuti da Maduro nelle presidenziali del 2013, quando ottenne l'appoggio di circa 7 milioni di venezuelani, ed è molto maggiore da quello ottenuto nelle legislative del 2015, (5,6 milioni rispetto ai 7,7 milioni dell'opposizione).

I risultati sono stati comunicati dalla presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne), Tibisay Lucena, intorno a mezzanotte senza che fosse mai stata annunciata la chiusura delle operazioni di voto. Tuttavia, secondo le autorità elettorale, in alcune parti del Paese vi sono state persone in coda per votare fino alle 22.30 locali (4.30 del mattino in Italia), come nel caso dello Stato occidentale di Merida, dove si sono registrate anche violente proteste contro la Costituente. Tra i candidati eletti,che ora saranno incaricati di redigere una nuova Costituzione, vi è anche la First Lady, Cilia Flores; il primo vicepresidente del partito socialista di governo, Diosdado Cabello, e l'ex ministra degli Esteri, Delcy Rodríguez. "Il bilancio è estremamente positivo perché ha vinto la pace", ha dichiarato Lucena, perché "nonostante la violenza, nonostante le minacce" i venezuelani "hanno potuto esprimersi".

"Ora con la Costituente si ritornerà all'ordine pubblico e si imporrà la giustizia per ritornare alla pace", ha dichiarato il presidente Maduro annunciando nuove misure contro il Parlamento, la Procura, i leader dell'opposizione e i media privati nel suo primo intervento dopo il referendum di ieri. Il leader chavista, in un discorso televisivo, ha ribadito che la Anc prenderà il potere nelle prossime ore e "revocherà l'immunità parlamentare ai deputati dell'opposizione" perché siano processati, agirà "contro la borghesia parassita" per trovare una soluzione alla crisi economica. Maduro ha criticato inoltro la copertura concesso al voto dai media privati venezuelani accusandoli "di censurare le elezioni" e ha chiesto un'indagine contro il canale Televen per "apologia di reato".

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"Siamo in una guerra di comunicazione contro le menzogne della televisione, attenzione", ha avvertito. "Cosa dovrebbe fare ora la Costituente con la Procura?", si è poi chiesto il presidente. "Di certo bisogna ristrutturarla immediatamente" e "dichiararla in stato di emergenza", si è risposto dopo che la procuratrice generale, Luisa Ortega, ha rispinto il cambiamento della Costituzione. Maduro l'ha accusata di non aver agito davanti alla violenza di cui lui stesso viene accusato dall'opposizione in quasi quattro mesi di proteste contro il governo: manifestazioni spesso represse nel sangue e che hanno causato già 119 morti da aprile. Dieci persone sono morte solo negli scontri di ieri. "Nessuno è al di sopra del potere costituente", ha ribadito Maduro.

"È arrivato il tempo di una nuova storia", ha aggiunto. Il voto di ieri è avvenuto con una forte protesta da parte dell'opposizione, dei settori più critici contro lo chavismo, della chiesa cattolica e del mondo accademico e industriale. Numerosi Paesi hanno già espresso il loro rifiuto della nuova Costituente come Colombia, Argentina, Perú, Panama, Messico, Costa Rica e Paraguay. Anche il governo degli Stati Uniti ha condannato l'Assemblea costituente e ha avvertito che prenderà misure ferme contro i suoi membri e il resto "degli architetti dell'autoritarismo" nel Paese.

Nonostante non sia ancora stato annunciato quando si installerà la Costituente, il primo vicepresidente del partito socialista e ora della Costituente, Diosdado Cabello, ha fatto sapere che il nuovo organismo si instaurerà nella sede del Legislativo, dopo opera anche il Parlamento i mano all'opposizione che, dal canto suo, sta affinando la strategia per protestare con rinnovata forza contro il governo. Il paese, nel frattempo, sta affrontando la peggiore crisi economica e sociale.

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