Lunedì 05 Settembre 2016 - 11:45

Carrozzini: Vi racconto mia madre, Franca Sozzani

Il regista figlio d'arte ha presentato alla mostra 'Franca: caos and creation'

Venezia 73, Carrozzini: Vi racconto mia madre, la stilista Franca Sozzani

Non la direttrice di Vogue. Non la donna che, da svariati decenni, detta regole in fatto di moda e sfilate. E le detta agli stessi stilisti. Non la professionista tra le più ricercate del settore, quando si parla di arte, look, classe ed eleganza. Niente di tutto questo. Per una volta, Franca Sozzani è soltanto 'mamma Franca', e questo suo ritratto così inusuale e inedito lo si deve a suo figlio Francesco Carrozzini, che ha realizzato 'Franca: caos and creation', un film interamente basato sulla sua celebre madre. Alla première della pellicola, presentata alla 73esima Mostra del cinema di Venezia, tutto il gotha del mondo della moda internazionale, da Valentino (commosso fino alle lacrime al termine della proiezione) ad Alberta Ferretti, Luisa Beccaria, Peter Lindbergh, Naomi Campbell, Eva Herzigova, Lapo Elkann, Alessandro Dell'Acqua, Michelle Hunziker, Tomaso Trussardi e moltissimi altri. 

Sua madre è una donna richiestissima, conosciuta a livello internazionale, avrebbe mai voluto averla tutta per sè?
Il film è un tentativo di 'catturarla', di averla tutta per me. Sicuramente mi sono reso conto, girandolo, che il motivo per cui lo stavo facendo era proprio perché non l'avevo avuta abbastanza, quindi volevo conoscerla un po' di più. Quando ero piccolo, lei era sempre in giro, poi io a 19 anni sono andato a vivere negli Stati Uniti e non abbiamo mai avuto quella vicinanza fisica che un figlio e una madre normalmente hanno. Quindi, sicuramente il film è anche un tentativo di riempire questo vuoto.

Che cosa ammira o invidia - in senso buono - di lei?
Ammiro la persona fortissima che è, credo che solo le donne possano essere così forti. L'uomo, in generale, è un po' più debole. Ma soprattutto ammiro il fatto che lei non si fermi mai davanti a niente, se ha un obiettivo nulla la trattiene dal volerlo raggiungere. Ed è una qualità che serve anche a un regista per riuscire a finire un film: in fondo, molto del dirigere una pellicola è un lavoro di nervi, estenuante, soprattutto se si tratta di una cosa così personale.

Che cosa le ha detto sua madre quando l'ha visto?
La prima e la seconda versione del film erano molto diverse e lei non era molto felice di come stesse andando. Quando però ha visto quest'ultima versione, non ha più detto niente, e quando non dice niente vuol dire che va bene.

C'è qualche lato di lei in cui l'avrebbe voluta diversa?
No, non l'avrei voluta diversa in nulla.

Si appoggia spesso a lei per consigli sulla sua vita privata e professionale?
Io sono emancipato, ma reputo la sua opinione generalmente molto importante quindi le chiedo sempre cosa ne pensi, che si tratti di un lavoro o di una persona nella mia vita. E generalmente ha ragione.

Vi siete mai trovati in totale disaccordo su qualcuno?
Sì, su una ragazza ci siamo trovati in totale disaccordo. E poi aveva ragione lei.

Di chi si trattava, ci dice il nome?
No. (Forse la cantante Lana del Rey, con cui ha avuto una relazione fino a un anno fa).

Anche se era spesso lontana, ricorda un momento tutto vostro con sua madre, di particolare tenerezza?
Viaggiavo molto con lei quando ero piccolo e non avevamo i soldi per viaggiare in business. Salivamo per ultimi sull'aereo, ci andavamo a sedere nel nostro posto in economy, controllavamo le file di sedili liberi e ci mettevamo uno accanto all'altro abbracciati a dormire. Quello è un momento che ricordo con particolare affetto.

Ha una madre ammirata e osannata da chiunque la incontri: si è mai sentito di dover essere alla sua altezza?
Sì, quando ero più giovane mi veniva spesso l'ansia di come e cosa avrei fatto nella vita. Se dovessi continuare a fare il regista come vorrei, e dovessi fare quello che ha fatto lei nella moda, dovrei essere Stanley Kubrick, e non penso di poter diventare Stanley Kubrick facilmente. Mia madre ha fatto un percorso unico, ma io non aspiro a fare quello che ha fatto lei, bensì a fare qualcosa che mi piace e farlo bene.

E' un fotografo delle dive molto quotato, quale celebrità l'ha messa in difficoltà sul lavoro?
Non ho mai avuto difficoltà sul set, perché creo un ambiente di gioco, fiducia, leggerezza. Spesso questi shooting fotografici sono seri, ma io penso che sono solo foto, non salveranno il mondo. Quindi cerco di dare l'importanza che hanno e basta. Secondo me alla gente piace il non sentirsi troppo sotto pressione.

Il suo primo film ha avuto molto successo, vuole continuare su questa strada o resterà un episodio isolato?
Questo film è un bell'ibrido, ma è molto difficile riprodurlo: il motivo per cui sono riuscito a farlo era per la mia vicinanza al soggetto. Dovrei pensare un modo un po' sperimentale per inserirmi nella vita di qualcuno e raccontarla. Ci sono delle figure che mi interesserebbe molto raccontare, uno tra tutti, con cui ho avuto un rapporto fino a quando è successo l'incidente, è stato Michael Schumaker, perché è una figura molto complessa, con lati molto strani: non piaceva alla gente, ma tutti dovevano arrendersi al suo talento. Aveva grandi contraddizioni. In realtà la prossima cosa che voglio fare è un thriller di cui ho scritto il soggetto e al party del mio film ho cercato di convincere Colin (Firth, ndr) a farlo, mi ha detto di mandarglielo. Non voglio abbandonare la forma del documentario, l'una non esclude l'altro: Wim Wenders ha fatto enrambi, e anche altri registi. Ma il documentario è molto faticoso: si continua a riscrivere, mentre io vorrei concentrarmi su una cosa più 'fissa'.

Di cosa parla con sua madre, quando vi parlate?
E' stato un rapporto di base di due amici, negli ultimi anni. Ovviamente prima lei era la madre e diceva cosa dovevo fare e io ero il figlio e dovevo ascoltare. Però adesso non parliamo mai delle cose di cui parlano mamma e figlio normalmente, essendo entrambi curiosi siamo più interessati entrambi ad avere uno scambio. E' una cosa che lei ha creato per avere un rapporto con me.

Con questo film voleva dirle qualcosa?
Sì. Che la amo moltissimo.

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
Accedi o registrati per inserire commenti.