Lunedì 08 Febbraio 2016 - 20:45

Vanoni: Sanremo? Mi hanno preferito Cristina D'Avena

La signora della musica italiana in una intervista esclusiva a LaPresse

Ornella Vanoni

"Pensavo fosse una buona cosa andare a Sanremo con il mio trio jazz a presentare il mio nuovo progetto e far conoscere al pubblico cosa sto facendo di nuovo, perché io cambio sempre. Non mi hanno voluta, allora pazienza, va bene così". Il "niet" da parte di Carlo Conti e del suo staff, a sorpresa, se lo è sentito dire Ornella Vanoni. E per tutta risposta la 'Signora della Musica Italiana', con la sua inossidabile ironia, ha trovato il modo di "bacchettare" gli organizzatori del Festival, che da domani sera fino a sabato terrà banco al teatro Ariston. Super ospiti della versione 2016, infatti, saranno Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Elton John, Elisa, i Pooh assieme a Riccardo Fogli e Cristina D'Avena. Per la Vanoni, invece, nulla da fare.

È rimasta male che non l'abbiano invitata?

"Si vede che quest'anno, in maniera bizzarra, interessava di più Cristina D'Avena come ospite d'onore. Non lo dico per lei, che è bravissima, ma per il genere che interpreta. Si vede che la Rai aveva un progetto per lei, magari dovrà fare pure uno spettacolo".

Ci parli del suo nuovo lavoro.

"Ho un trio jazz con cui abbiamo messo in scena il mio nuovo spettacolo, per il quale ho scelto il titolo 'Free Soul'. Abbiamo già suonato al Blue Note a Milano, a Bologna e abbiamo molte altre date in cartellone. Anche Paolo Fresu ha detto che vuole suonare con noi. L'unico rammarico è che se la gente non ti vede in tv pensa che tu non stia più lavorando. Io canto ancora, eccome".
 

Quest'anno vedrà Sanremo?

"Di solito guardo sempre la prima serata, per vedere un po' com'è, perché nei giorni successivi diventa un po' ripetitivo. Quest'anno però il Festival inizia martedì e proprio quella sera il mio grandissimo amico Ezio Gragnaniello mi ha invitato nella sua città, Napoli, per partecipare ad un suo concerto. Martedì sarò sul palco assieme a lui e canteremo insieme 'Donna', canzone bellissima che aveva scritto per Mia Martini, e 'Alberi', un pezzo che abbiamo interpretato assieme proprio a Sanremo. Non potrò vedere il Festival, perché sarò impegnata".

 

Come le sembrano i cantanti in gara?

"Mi sembrano tutti molto giovani. A parte Patty Pravo, che certo giovane non è. Oggi però è tutto molto omologato, i testi, le melodie e perfino le voci. Noi eravamo molti meno, ma ognuno di noi era riconoscibilissimo".

Colpa dei talent show secondo lei?

"Io i talent non li guardo, ma quando mi capita di accendere la tv e di dare un'occhiata, vedo che cantano tutti in inglese canzoni attuali. L'inglese però è una lingua facile da interpretare. Cantare in italiano è molto più difficile, non è adatta. Maestro in questo era Lucio Dalla, che riusciva a infilare venti parole in una sola nota".

E le scuole di canto?

"Le scuole dovrebbero insegnare prima di tutto ad ascoltare la musica delle epoche precedenti, partendo dal jazz, al rock, al pop. Chi vuole imparare a cantare deve conoscere tutti i generi e approfondirli, conoscere Billie Holiday, Nina Simone, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra e via dicendo, per poi affrontare anche generi diversi".

Il problema, allora, è nella mancanza di cultura musicale?

"No, è l'omologazione. In questo nostro mondo ormai tutto è omologato, perfino la sofferenza".

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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