Giovedì 02 Marzo 2017 - 16:30

Vallesi e il nuovo disco: 'La forza della vita' è un evergreen

Il cantautore toscano racconta il suo ultimo lavoro e la partecipazione a Sanremo

Paolo Vallesi

Ha segnato intere generazioni con la sua 'La forza della vita'. Quest'anno è tornato come ospite al Festival di Sanremo. E' Paolo Vallesi, che il 12 febbraio scorso ha pubblicato il suo nuovo album 'Un filo senza fine' e che, pochi giorni dopo, è salito sul palco dell'Ariston insieme con Amara per cantare 'Pace'. LaPresse ha incontrato il cantante che è stato un'icona per migliaia di adolescenti e con lui è andata alla scoperta del nuovo lavoro dell'artista fiorentino.

Cosa ci dobbiamo aspettare da 'Un filo senza fine'?  

"Contiene tante facce diverse. Dentro ha 5 inediti, poi il duetto con Amara 'Pace' e tre canzoni del mio repertorio storico rieseguite, però, con un'orchestra sinfonica di 74 elementi. In più c'è, sempre in versione sinfonica, la cover di 'Una notte in Italia' di Ivano Fossati. L'album va dalla sinfonica all'elettronica, passando per pianoforte e voce".

A proposito delle canzoni di repertorio, nel disco c'è anche 'La forza della vita'. Dopo 25 anni, non stufa cantare ancora lo stesso brano?  

"Stufare no. Quando la canto mi trasmette sempre un'emozione particolare. Certo che 25 anni sono tanti, era una canzone legata anche a un suono anni '90, che oggi in parte è fuori dal tempo. L'idea di rifarla con l'orchestra sinfonica, però, le ha dato linfa nuova. In quella versione mi sembra una canzone diversa. Poi quest'anno, dopo 25 anni, è arrivata dalla Siae la certificazione di evergreen della musica italiana. È una cosa che da bambino non arrivavo nemmeno a sognare. Chi scrive canzoni spera sempre di creare qualcosa che gli sopravviva".

Dopo tanti anni, pochi giorni fa, il ritorno al Festival di Sanremo come ospite. E' stato diverso dall'essere in gara?  

"Tornare è stata un'emozione importante. Ma, un po' perché non eravamo in gara, un po' perché è passato molto tempo, non ho vissuto un'emozione terrorizzante, ma un'adrenalina bella. Durante il mio primo Sanremo ero talmente spaventato che se mi avessero detto 'o ti tagliamo una falange o canti', probabilmente avrei tagliato il dito".

Ospiti, e non in gara, nonostante aveste presentato il pezzo a Carlo Conti. Come mai?  

"Mi ha fatto piacere il fatto che Carlo ci abbia voluto come ospiti. La canzone gli era piaciuta e forse c'era l'intenzione di portarci in gara. Fino a poche ore prima della scelta, in realtà, eravamo certi di esserci. La composizione del cast di Sanremo, però, fa parte dei grandi misteri italiani. Non so se alla fine non siamo andati per equilibri di case discografiche, se per equilibri Rai o altro. Ma siccome la canzone tratta di temi importanti, Conti ha voluto comunque che quel palco avesse la benedizione di 'Pace'".

Cosa c'è nel futuro immediato di Vallesi?  

"Ora ci sono in programma otto concerti con Amara, che stiamo definendo, fra fine aprile e fine maggio. Poi, da fine giugno, parte il mio tour in Italia e magari con qualche tappa all'estero, mi piacerebbe".

E la Nazionale Cantanti? Prosegue l'impegno?  

"Faccio parte di questa associazione da 25 anni e, esclusi i miei genitori, sono le persone con cui ho passato più tempo. Quindi ci sono grandi rapporti di amicizia. Fortunatamente ci sono anche innesti giovani come Moreno, Gabbani che si è fatto valere a Sanremo, Ermal Meta altrettanto. Sono ottimi nuovi acquisti che magari corrono anche più di me. Io sono a disposizione del mister, ma non è che sgomiti per giocare 90 minuti".
 

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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