Martedì 08 Novembre 2016 - 16:00

Usa al voto, exit poll Cnn: Clinton avanti 3 punti su Trump in Florida e Colorado

Il magnate conduce di un punto percentuale in Ohio e Iowa. Hillary ha votato alle 14 italiane, Trump alle 17

Usa al voto, exit poll Cnn: Clinton avanti 3 punti in Florida e Colorado su Trump

Secondo i primi exit poll della Cnn Hillary Clinton sarebbe in vantaggio di tre punti in Florida e Colorado, Pennsylvania, mentre Donald Trump conduce di un punto percentuale in Ohio e Iowa. La candidata democratica è avanti di 5 punti percentuali in Wisconsin e di uno in Nevada. Trump è in vantaggio di un punto in Indiana.

AL VOTO. L'Election Day è in corso: a sfidarsi per diventare presidente degli Stati Uniti d'America saranno l'ex segretaria di Stato Hillary Clinton, democratica, e il tycoon Donald Trump, repubblicano. La fine di una concitata campagna elettorale è dunque arrivata e il fiato è sospeso dopo che durante gli ultimi mesi i due avversari non si sono risparmiati, tra accuse, uscite ad effetto e il caso Emailgate che ha coinvolto la candidata democratica.

bannerokl

Proprio l'aspetto tecnologico si teme possa essere al centro della votazione: nei giorni scorsi era stato lo stesso governo a stelle e strisce a dirsi preoccupato di un eventuale cyberattacco durante l'Election Day (LEGGI) da parte della Russia che vorrebbe influenzare l'esito del voto. Ma a decidere tutto saranno soprattutto i "grandi elettori" di alcuni Stati, in bilico per così dire, che potrebbero sancire l'ascesa di una donna alla Casa Bianca o vedere troneggiare su Washington la carica del tycoon Trump.

SEGGI APERTI: SI PARTE DAL VERMONT. Si sono aperti alle 5 ora locale in Vermont, le 11 in Italia, i primi seggi elettorali per l'Election Day degli Stati Uniti. La giornata elettorale si apre con un vantaggio di 3,2 punti percentuali di Clinton su Trump secondo la media di sondaggi stilata dal sito Real Clear Politics. Il calcolo dà Clinton a 45,4% e Trump a 42,2%, mentre il candidato del Partito libertario, l'ex governatore del New Mexico, Gary Johnson, è dato al 4,8% e quello del Partito verde Jill Stein, all'1,8%.

In un Paese di 9,8 milioni di chilometri quadrati che ha sei fusi orari, l'apertura e la chiusura dei seggi è progressiva. Si comincia dal Vermont e ci si sposta verso ovest, arrivando fino al territorio più lontano, le Hawaii. Dopo il Vermont, alle 6 (le 12 in Italia) hanno aperto i seggi in Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Jersey, New York e Virginia. Alle 6.30 (le 12.30 in Italia), iniziano a votare il North Carolina, l'Ohio e il West Virginia. Quindi mezz'ora più tardi tocca a Florida, Delaware e Georgia, New Hampshire, Maryland, Massachusetts, Pennsylvania, Rhode Island e South Carolina, così come il Distretto di Columbia.

Nel corso della giornata Trump dovrebbe votare a New York, Clinton a Chappaqua, nello Stato di New York. I candidati alla vice presidenza, il repubblicano Mike Pence e il democratico Tim Kaine, voteranno rispettivamente negli Stati di Indiana e Virginia per poi raggiungere i leader a New York. Il presidente Barack Obama ha già votato il 7 ottobre a Chicago (Illinois) e ha fatto ovviamente sapere di aver scelto Clinton.

CLINTON ALLE URNE. Alle 8 del mattino, quando in Italia erano le 14, Hillary Clinton ha votato nella località di Chappaqua, nello Stato di New York, dove ha la residenza. In una breve dichiarazione ai giornalisti, la candidata democratica ha sottolineato l'importanza del momento e si è detta fiduciosa per l'esito del voto. "Spero di vincere", ha affermato uscendo dal seggio. "Ci sono molte persone coinvolte e c'è una grande responsabilità in gioco", ha aggiunto.

Clinton ha votato nella scuola Douglas G. Graffin di Chappaqua, nella contea di Westchester, dove aveva preso la residenza per presentarsi come candidata al Senato per New York, con un mandato esercitato tra il 2001 e il 2009. Clinton è arrivata accompagnata dal marito Bill, presidente tra il 1993 e il 2001, due ore dopo l'apertura del seggio. Assediata da fotografi e curiosi, l'ex segretaria di Stato ha salutato e sorriso i funzionari e gli operatori presenti, restando nella scuola circa dieci minuti.

Appena uscita, Clinton ha salutato i suoi compagni di partito e ha rilasciato le brevi dichiarazioni ai giornalisti, prima di salire su un'automobile con cui si è allontanata. La candidata democratica seguirà i risultati del voto nello Stato di New York e a fine giornata si recherà in un centro congressi della Grande Mela per prendere parte a un evento pubblico dopo che l'esito delle elezioni sarà definitivo.

TRUMP VOTA A MANHATTAN. Trump, invece, ha votato a New York, in una scuola pubblica a Manhattan vicino alla Trump Tower. Trump si è recato al seggio insieme alla moglie Melania intorno alle 11 ora locale, le 17 in Italia. "Tutto sembra buono, le cose stanno andando molto bene", ha detto Trump in una breve dichiarazione ai giornalisti che si trovavano all'interno del seggio, poco prima di votare.  "Vedremo che succede, sarà una giornata interessante", ha aggiunto Trump poco dopo avere depositato la scheda nell'urna elettorale, in un seggio affollato di gente in cui si potevano sentire alcune grida contro il candidato repubblicano. Poco dopo Trump ha lasciato il posto insieme alla moglie Melania e alla figlia Ivanka senza rilasciare nuove dichiarazioni, mentre centinaia di persone lo aspettavano all'uscita. Stanotte Trump attenderà i risultati all'hotel Hilton Midtown di New York, dove ha convocato i suoi sostenitori a partire dalle 18.30 ora locale, le 00.30 in Italia, mentre Hillary Clinton seguirà tutto dal centro congressi dello Javits Center di Manhattan.

LEGGI ANCHE Il figlio di Trump posta su Twitter foto con scheda violando legge

I PRIMI AL VOTO. Si sono già chiuse le votazioni in tre piccoli paesini dello Stato del New Hampshire che, da tradizione, hanno chiuso le operazioni di voto per le presidenziali poco dopo la mezzanotte. In totale la maggioranza dei voti è stata per il candidato repubblicano per Donald Trump, anche se la rivale democratica Hillary Clinton si è imposta in due delle tre piccole località.  Seggi chiusi a Portorico, dove oggi si è votato fino alle 15 ora locale (le 20 in Italia) per eleggere governatore e deputati per la rappresentanza al Congresso. Erano chiamati alle urne circa 2,9 milioni di cittadini.

Hillary Clinton

CLINTON: UN ESAME DEL NOSTRO TEMPO.   Con un grande evento a Philadelphia, arricchito da si è chiusa nella notte la campagna elettorale di Hillary Clinton, in vista del voto presidenziale che si tiene oggi negli Stati Uniti. Accompagnata sul palco dal presidente uscente Barack Obama e dalla first lady Michelle (LEGGI), così come da suo marito Bill e dalla figlia Chelsea, Clinton ha parlato davanti a una folla di circa 40mila persone riunite alla Independence Hall.  La candidata democratica alla Casa Bianca ha detto che nell'Election Day gli Stati Uniti affrontano la "prova del nostro tempo" quella di scegliere tra lei o il suo rivale repubblicano, il miliardario Donald Trump. Davanti a circa 40.000 persone  Clinton ha insistito che le loro inclusive democratiche consentono "un sogno e una opportunità", "un posto per tutti", a differenza di ciò che propone il suo avversario repubblicano. "Noi non vogliamo affondare la visione di questo paese. Vogliamo renderlo più grande", ha detto Clinton nel suo comizio finale. L'ex segretaria di Stato ha sottolineato che non permetterà "a chiunque di vandalizzare i progressi" che hanno caratterizzato gli Stati Uniti sotto l'amministrazione del presidente Barack Obama, e si è detta convinta che "i migliori giorni" per il Paese debbano ancora arrivare.

"Credo con tutto il cuore che i nostri giorni migliori devono ancora venire e che potremo realizzarli insieme", ha detto Clinton.  In questo ultimo comizio elettorale in Pennsylvania, uno Stato i cui 20 "grandi elettori" potrebbero essere la chiave per i risultati del voto, Clinton ha lamentato il "tono arrabbiato" della campagna elettorale, al che un simpatizzante l'ha interrotta dal pubblico dicendo: "Non è colpa tua!".  

Tanti gli endorsement a favore di Hillary, in un clima molto combattuto che ha visto gli Usa, ma non solo, profondamente divisi ancor più del solito (LEGGI). E se i sondaggi danno in vantaggio Clinton, la situazione di alcuni Stati, i già citati "Swing States" potrebbero sovvertire le previsioni. Partiamo proprio da loro.

Donald Trump in campagna elettorale a Sarasota

TRUMP: RIPRENDEREMO LA CASA BIANCA. Il candidato repubblicano alle presidenziali ha detto nel suo penultimo incontro prima delle elezioni che il suo partito riconquisterà la Casa Bianca: "Domani la riprenderemo" ha detto Trump davanti a più di 9.000 sostenitori che hanno riempito il padiglione SNHU Arena nel centro di Manchester, nel New Hampshire. "Chiedo il voto di tutti gli americani., democratici indipendenti (...) che sentono il bisogno disperato di un cambiamento", ha detto il tycoon per poi attaccare la sua rivale democratica, Hillary Clinton, da lui accusata di essere "la persona più corrotta che sia mai stata candidata per la Casa Bianca.

ELECTION DAY: TUTTO IL MONDO IN ATTESA. Oltre ai cittadini americani, tutto il mondo guarda con interesse e trepidazione all'Election Day. E alcuni Paesi già pensano al post-voto. "La disponibilità della Russia a sviluppare i legami con gli Stati Uniti dopo le elezioni presidenziali dipenderà dalla misura in cui Washington sarà disposta a farlo", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

"Confido nel fatto che la popolazione statunitense sappia quale opzione corrisponde meglio ai valori, ai principi, alla libertà, alla relazione con la Francia e l'Europa", ha detto il presidente francese Hollande

"Quello che succede nelle prossime 24 ore negli Usa ha molta rilevanza sulle nostre vite, proprio come accade in Europa", ha dichiarato inoltre il premier Matteo Renzi. Sul voto a stelle e strisce si è espresso anche Beppe Grillo, leader del M5S: "Hillary e Trump sono entrambi poco credibili, entrambi molto temibili per ciò che rappresentano e non per il potere che hanno. Il potere di un presidente negli Usa e di fare danni all'estero. Sul versante interno basta guardare Obama: non ha cambiato nulla". 

 

Loading the player...

Gli Stati in bilico: lì si deciderà chi guiderà gli Usa

Sebbene gli Stati americani siano 50, appena una manciata di essi farà la differenza nelle elezioni presidenziali americane. L'attenzione della campagna elettorale, sia della candidata democratica Hillary Clinton, sia del repubblicano Donald Trump, è concentrata sugli 'swing states': Nevada, Iowa, Ohio, North Carolina e Florida.

NEVADA. In Nevada la campagna è stata costante e intensa nelle ultime settimane, soprattutto quella democratica, che non solo vi ha mandato Clinton ma ha anche schierato i suoi 'pesi massimi', tra cui il presidente Barack Obama e il suo vice Joe Biden. È uno degli Stati più disputati di questa corsa alla presidenza, dove è in gioco anche un seggio al Senato che potrebbe modificare gli equilibri al Congresso tra democratici e repubblicani. "E' un buon indicatore di voto generale", ha detto Eric Herzik, docente all'università di Reno. "Dal 1912, il Nevada ha votato per il candidato vincitore in ogni elezione, eccetto nel 1976", ha aggiunto. "Abbiamo votato per Ronald Reagan e George H. W. Bush; e poi per Bill Clinton due volte", ricorda l'esperto.

IOWA. Sebbene per un periodo Clinton l'abbia dato per perso, l'Iowa è tornato a essere nelle ultime settimane uno Stato conteso. I due candidati hanno messo da parte gli sforzi in Colorado, che sembra schierato in modo stabile per la democratica, e si sono concentrati su questo Stato rurale. Comporta soltanto 6 voti, ma è un bastione rappresentativo della democrazia statunitense, dove il presidente Obama vinse nelle due legislature nonostante l'area fosse considerata conservatrice a causa della sua demografia. Trump è arrivato ad avere un vantaggio di quasi 7 punti, e ora lo separano da Clinton 3 punti, secondo la media dei sondaggi di RealClearPolitics.

NORTH CAROLINA. Il North Carolina è un altro luogo paradigmatico. "Di base è uno Stato al 50-50, probabilmente al momento più diviso di qualsiasi altro", spiega Steven Green, esperto dell'università locale. C'è una minoranza significativa, dice, specialmente afroamericana, la cui partecipazione ha contribuito ad assegnare lo Stato nel 2008 a Obama, che invece nel 2012 lo aveva perso per stretto margine. "I democratici si concentreranno molto sull'ottenere una partecipazione delle minoranze più alta possibile", ha aggiunto Green.

OHIO. Obama, assieme a Biden, è stato incaricato anche di corteggiare gli elettori dell'Ohio per Clinton, Stato in cui la ex segretaria di Stato sembrava sconfitta dal magnate, ma in cui secondo gli ultimi sondaggi restano invece speranze. "L'Ohio è uno Stato importante in queste elezioni presidenziali, poiché è molto competitivo e attribuisce 18 grandi elettori. Nelle ultime quattro elezioni, la differenza media tra i due principali candidati è stata del 3% dei voti", ha detto Daniel Birdsong, docente all'università di Dayton, in Ohio. Storicamente, ricorda, nessun repubblicano ha vinto le elezioni senza vincere in Ohio. E l'ultima volta che un democratico ha vinto le presidenziali senza vincere in questo Stato era il 1960. A un giorno dal voto, Trump è di 3,5 punti davanti a Clinton, secondo la media dei sondaggi. "L'Ohio sarà senza dubbio un fattore in queste elezioni. La percentuale di bianchi è più alta che a livello nazionale e gli uomini bianchi di classe media sono il nucleo di appoggio di Trump", ha spiegato ancora.

FLORIDA. La Florida, con 29 grandi elettori, è uno degli Stati più controversi degli ultimi decenni. La sua composizione demografica è molto complessa, con l'immigrazione cubana e portoricana ma anche con zone di pensionati bianchi. Per molti analisti la decisione dei cittadini della Florida potrebbe essere quella che veramente muoverà la bilancia elettorale e ciò si riflette sulla quantità di eventi di campagna elettorale programmati nello Stato negli ultimi giorni. A un giorno dal voto, Clinton è davanti a Trump di soli 0,2 punti, secondo la media dei sondaggi RealClearPolitics. Il margine è così stretto che potrebbe provocare sorprese per entrambe le parti.

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Donald Trump è persona dell'anno per Time - Foto tratta dal profilo Twitter della rivista

Trump è persona dell'anno per Time: Ha rotto regole

"È un grande onore, significa molto", ha commentato il tycoon dopo la notizia della nomina

Trump: Vendute tutte le azioni a giugno. E cancella ordine Air Force One

Trump vende tutte le sue azioni e cancella ordine Air Force One

Il conflitto di interessi è uno degli argomenti ricorrenti contro il neo presidente eletto

Brexit, capo negoziatore Ue: Accordo con Londra entro ottobre 2018

Brexit, capo negoziatore Ue: Accordo con Londra entro 2018

Barnier precisa: "Ci saranno meno di 18 mesi per negoziare"