Domenica 09 Ottobre 2016 - 23:00

Usa 2016, repubblicani contro Trump: Lasci il posto a Pence

Ma il candidato non molla: "I media e l'establishment mi vogliono fuori a tutti i costi: io non mi ritiro"

Usa, repubblicani: Trump lasci posto a Pence. Il magnate si gioca tutto nel 2° dibattito

I candidati alla presidenza degli Stati Uniti, la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, si preparano ad affrontare il secondo dibattito, un faccia a faccia decisivo in un momento particolarmente teso. Mentre manca un mese alle elezioni dell'8 novembre, la ex segretaria di Stato e il magnate newyorkese sono consapevoli che molto è in gioco, nel confronto che si svolgerà nella notte italiana a Saint Louis, in Missouri. La metà delle domande sarà posta da elettori indecisi della città, selezionati dall'istituto americano di ricerche statistiche Gallup. In Missouri, Trump ha un vantaggio di 10 punti percentuali. A livello nazionale, invece, Clinton lo supera di 4 punti (sondaggio Politico/Morning Consult).

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Chi si gioca di più stanotte è Trump, nella bufera dopo la diffusione di un video del 2005, in cui pronuncia frasi esplicitamente sessuali, volgari e offensive nei confronti delle donne, e di un altro filmato diffuso da Cnn in cui commenta la taglia del seno della figlia e racconta del suo rapporto sessuale con tre donne. Nonostante le scuse del tycoon, più di 50 membri del partito hanno condannato il suo comportamento, e alcune decine gli hanno chiesto di rinunciare alla candidatura. Lui ha però fatto sapere di non averne alcuna intenzione: "I media e l'establishment mi vogliono a tutti i costi fuori da questa corsa: non la lascerò mai", ha scritto su Twitter.

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Da quando i filmati sono stati diffusi, hanno preso le distanze da lui decine di repubblicani. Il colpo più duro è arrivato dal suo candidato vice, Mike Pence, che ha rifiutato di presentarsi per conto del magnate a un incontro in Wisconsin, dicendosi "offeso dalle parole e dalle azioni descritte" da Trump nei filmati. "Non giustifico le sue affermazioni e non posso difenderle", aspettiamo di vedere come sfrutterà "l'opportunità che ha di mostrare che cos'ha nel cuore quando stanotte si presenterà alla nazione", ha detto Pence a proposito del dibattito. Una sorta di ultimatum, un invito a Trump di dare una svolta alla situazione.

John Thune va invece dritto al sodo. Il presidente della Repubblican Conference del Senato americano, l'organizzazione ufficiale che rappresenta i senatori in Congresso, ha chiesto infatti che Trump lasci il posto al candidato alla vicepresidenza Pence. "Donald Trump deve ritirarsi e Mikel Pence deve diventare il nostro candiadto con effetto immediato", ha scritto Thune, senatore del South Dakota, su Twitter.

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Tra i repubblicani che si sono 'sfilati' spicca il senatore John McCain, candidato del Gop alle presidenziali del 2008. "Il comportamento di Trump questa settimana, culminato nella diffusione dei suoi umilianti commenti sulle donne e del suo vantarsi delle sue aggressioni sessuali, rendono impossibile continuare a dargli un appoggio anche condizionale", ha affermato. Ieri, lo speaker della Camera Paul Ryan ha cancellato l'invito a Trump in un evento, e contro di lui si sono schierati anche la ex segretaria di Stato Condoleeza Rice, Mitt Romney, Carly Fiorina.

E' intervenuta sulla questione anche la terza moglie del magnate, Melania, con cui Trump era sposato da pochi mesi quando fu girato il video in cui lui racconta di come palpeggiò delle donne e tentò di 'sedurne' una sposata. "Questo non mostra l'uomo che conosco", "spero che la gente accetterà le sue scuse, come ho fatto io, e si concentrerà sulle questioni importanti a livello nazionale e mondiale".

Mentre Clinton ha trascorso gli ultimi giorni con i suoi collaboratori per prepararsi al dibattito, Trump non ha fatto lo stesso. La scorsa settimana ha detto al New York Times di non aver bisogno di "fare le prove come essere umano". Sebbene i suoi collaboratori, affermano i media, lo abbiano costretto ad alcuni incontri preparatori, vista la sua scarsa esperienza nei tentativi di convincere gli indecisi. Uno degli interrogativi è se Trump risponderà ai prevedibili attacchi sul suo sessismo e misoginia con l'infedeltà di Bill Clinton, come già fatto nel primo dibattito. Un'arma che, però, potrebbe rivelarsi spuntata: potrebbe infatti ritorcersi contro di lui e aumentare il gradimento della sfidante.

Scritto da 
  • Agnese Gazzera
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