Sabato 23 Luglio 2016 - 22:45

Clinton e Kaine debuttano a Miami: Somos todos americanos

"Assieme vinceremo le elezioni e faremo avanzare questo Paese"

Usa 2016, Hillary Clinton e Tim Kaine in campagna elettorale a Miami

Si sono presentati per la prima volta assieme su un palco a Miami, l'aspirante candidata democratica alle presidenziali americane Hillary Clinton e il suo vice Tim Kaine. Sono stati accolti dagli applausi del pubblico democratico che si è affollato nell'Università Internazionale della Florida, davanti al quale la ex segreteria di Stato ha presentato il 'numero 2' come "tutto ciò che Trump non è" e Kaine si è rivolto in in spagnolo alla comunità 'latina'. I due saranno confermati come candidati alle elezioni di novembre la prossima settimana, nella Convention nazionale democratica in programma a Filadelfia.

"Assieme vinceremo le elezioni e faremo avanzare questo Paese", ha detto Clinton, che ha definito l'avvocato di 58 anni "un ottimista implacabile" e una persona "competente", il contrario del magnate newyorkese dalla retorica e dai programmi "divisivi". "Il senatore Tim Kaine è tutto ciò che Donald Trump e Mike Pence non sono, è competente per fare questo lavoro", ha detto la ex segretaria di Stato. Ha poi descritto il comizio di oggi a Miami come "una boccata d'acqua fresca" dopo il messaggio di "paura, ira e risentimento" emerso dalla Convention nazionale repubblicana, che si è conclusa giovedì a Cleveland con la nomina di Trump come candidato ufficiale.

"Bienvenidos a todos a nuestro país, porque todos somos estadounidenses", ha detto Kaine in spagnolo, lingua che nel suo discorso ha alternato all'inglese. Si è presentato così agli elettori ispanici, mostrando non solo la sua padronanza dell'idioma imparato quando era missionario in Honduras, dove andò interrompendo gli studi ad Harvard, ma anche la sua aderenza ai valori religiosi e morali di quella comunità. Kaine ha elogiato la comunità latina, dicendo che da essa ha appreso i valori di "fede, lavoro e famiglia".

Il vice di Clinton ha poi criticando Trump, mettendo in guardia: "Lascia dietro di sé una scia di promesse non mantenute e vite danneggiate, dovunque vada. Non possiamo permetterci che faccia questo al nostro Paese". Ha anche criticato lo stop alla riforma sull'immigrazione, ponendosi come un oppositore dei muri e un sostenitore dei ponti. Gli Stati Uniti, ha detto, "non si costruiscono con la paura, ma con il valore, l'immaginazione e la determinazione".

Kaine ha accusato la Camera, controllata dai repubblicani, di non aver approvato la riforma migratoria nel 2013, quando il Senato aveva approvato un progetto bipartisan che avrebbe regolarizzato 11 milioni di persone senza documenti. Gli immigrati sono persone che vogliono vivere negli Usa, quindi "meritano di restare", ha detto.

La Florida è uno degli stati etnicamente più vari ed è fondamentale nelle elezioni dell'8 novembre, in cui a livello federale potranno votare oltre 13 milioni di 'latinos'. Si tratta del terzo Stato per numero di elettori latinoamericani, ma anche uno dei più diversificati e indecisi. Il voto di 2,6 milioni di ispanici negli Stati della 'Sun Belt', la cintura del sole che raggruppa gli Stati meridionali e in cui vivono moltissimi latinoamericani e afroamericani, sarà decisivo.

Scritto da 
  • Agnese Gazzera
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