Martedì 14 Febbraio 2017 - 07:15

Usa, si dimette il consigliere per la sicurezza Flynn

Discusse di sanzioni con l'ambasciatore di Mosca prima dell'insediamento, nascondendolo al vice presidente

Usa, si dimette consigliere sicurezza Flynn: mentì su contatti con i russi

L'amministrazione Trump perde il suo primo tassello. Si è dimesso Michael Flynn, consigliere nazionale per la sicurezza, dopo la notizia secondo cui aveva parlato delle sanzioni imposte da Washington su Mosca con l'ambasciatore russo in Usa, Sergey Kislyak, prima dell'insediamento del presidente alla Casa Bianca, mentendo su questo al vice presidente Mike Pence. Tra i papabili per la successione anche l'ex direttore della Cia David Petraeus.

Alcune ore prima delle dimissioni, era la giunta la notizia che nei giorni scorsi il dipartimento di Giustizia aveva avvertito la Casa Bianca sulla posizione di Flynn, giudicata a rischio ricatto proprio per i contatti con Kislyak prima del 20 gennaio, data dell'insediamento di Trump. Questo primo passo falso potrebbe ora avere conseguenze sulle relazioni tra Usa e Russia, e rallentare la ripresa del dialogo con Vladimir Putin.

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Flynn aveva garantito a Pence di non aver parlato della questione sanzioni con funzionari russi, ma alcune trascrizioni delle comunicazioni intercettate, riportate da ufficiali americani, mostrano che non era così. Questo tipo di contatti potrebbe anche rappresentare una violazione della legge che vieta ai cittadini di essere coinvolti in questioni di politica estera se non fanno parte del governo, il cosiddetto Logan Act. 

"Sfortunatamente - scrive Flynn nella lettera di dimissioni - ho aggiornato il vice presidente eletto e gli altri con informazioni incomplete per quanto riguarda le telefonate con l'ambasciatore russo. Ho chiesto sinceramente scusa al presidente e al vice presidente. Loro hanno accettato le mie scuse". A prendere il suo posto ad interim è il generale in pensione Keith Kellogg, che era capo dello staff del Consiglio nazionale di sicurezza della Casa Bianca. Tra i nomi dei possibili successori sono emersi quelli del generale David Petraeus, ex direttore della Cia, e di Robert Harward, ex vice comandante del Central Command statunitense.   

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