Martedì 18 Luglio 2017 - 20:00

Usa, Capo di Stato maggiore: Corea non ha capacità di colpirci

Secondo Selva, i missili non hanno la precisione necessaria per arrivare in Alaska

La Corea lancia un nuovo missile

Per gli Usa la Corea del Nord non ha la capacità di colpire gli Stati Uniti: i suoi missili hanno la gittata, ma sono carenti nella fase di guida e non hanno la capacità di orientamento con il livello di precisione necessario. Lo ha detto il capo di Stato maggiore aggiunto degli Usa, Paul Selva, davanti al comitato dei Servizi armati.

All'inizio di questo mese la Corea del Nord ha dichiarato di avere condotto la sua prima prova di un missile balistico intercontinentale, Icbm (che sta per Intercontinental cruise balistic missile, ovvero missile balistico da crociera intercontinentale) e di avere acquisito la tecnologia per montare una testata nucleare sul missile, che una volta in quota naviga e poi la sgancia. Pyongyang ha inoltre dichiarato che il test ha verificato con successo il rientro atmosferico della testata, una fase particolarmente delicata appunto per l'impatto con l'atmosfera, che gli esperti dicono essere in grado di raggiungere lo stato americano dell'Alaska. Selva però, dal canto suo, ha spiegato che gli esperti gli hanno anche detto che i nordcoreani non hanno però ancora sviluppato e dimostrato la capacità di orientamento e controllo necessari al successo della missione.

La Corea del Sud a sorpresa ha proposto al governo di Pyongyang di tenere entro questa settimana i primi colloqui militari da tre anni a questa parte, per allentare la tensione nella regione dopo i numerosi test missilistici da parte della Corea del Nord. Il governo di Seul ha offerto, in una dichiarazione letta in conferenza stampa ieri dal vice ministro della Difesa Suh Choo-suk, di svolgere il negoziato venerdì nella zona di sicurezza comune (Jsa, l'acronimo in inglese), che si trova nel cuore della zona smilitarizzata che fa da cuscinetto tra Nord e Sud della penisola. La proposta è giunta dopo l'offerta di dialogo recentemente rilanciata dal presidente sudcoreano Moon Jae-in, in un discorso a Berlino, in cui invitava a ridurre le tensioni e si rendeva disponibile a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-un, "in qualsiasi momento e ovunque" in presenza delle giuste condizioni. Dopo l'avvento al potere a maggio, il liberale Moon ha cercato di tendere la mano a Pyongyang dopo dieci anni di pessime relazioni tra i governi conservatori di Seul e la Nord Corea in una fase storica segnata dalle ripetute provocazioni di Pyongyang, tra cui il lancio del suo primo missile intercontinentale portato a termine il 4 luglio. l

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