Mercoledì 01 Novembre 2017 - 15:30

Usa, Papa 'addolorato' condanna attacchi: "Seminano morte in nome di Dio"

Il pontefice durante l'Angelus del primo novembre: "Chiediamo al Signore che converta i cuori dei terroristi"

L'udienza generale del mercoledì di Papa Francesco

"Chiediamo al Signore che converta i cuori dei terroristi e liberi il mondo dall'odio e dalla follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare morte". Papa Francesco approfitta dell'Angelus recitato in piazza San Pietro in occasione della festa di Ognissanti per esprimere la sua condanna per l'attentato di ieri a New York.

Il Santo Padre si dice "addolorato" per quanto accaduto: "Nel deplorare tali atti di violenza, prego per i defunti, per i feriti e i loro familiari", aggiunge. Bergoglio ricorda poi il programma di domani pomeriggio, 2 novembre, che lo vede impegnato in visita al cimitero americano di Nettuno e poi alle Fosse Ardeatine. "Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera in queste due tappe di memoria e di suffragio per le vittime della guerra e della violenza - dice ai fedeli - Le guerre non producono altro che cimiteri e morte: ecco perché ho voluto dare questo segno in un momento dove la nostra umanità sembra non aver imparato la lezione o di non volerla imparare".

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Agli esempi dei Santi Papa Francesco dedica la sua omelia. "Non sono modellini perfetti, ma persone attraversate da Dio", sottolinea. Per il Santo Padre "gli ingredienti" per una vita felice "si chiamano beatitudini". "Sono beati i semplici, gli umili che fanno posto a Dio, che sanno piangere per gli altri e per i propri sbagli, restano miti, lottano per la giustizia, sono misericordiosi verso tutti, custodiscono la purezza del cuore, operano sempre per la pace e rimangono nella gioia, non odiano e, anche quando soffrono, rispondono al male con il bene", sottolinea.

Le beatitudini, è il messaggio di Bergoglio, "non richiedono gesti eclatanti, non sono per superuomini, ma per chi vive le prove e le fatiche di ogni giorno, per noi. Così sono i santi: respirano come tutti l'aria inquinata dal male che c'è nel mondo, ma nel cammino non perdono mai di vista il tracciato di Gesù". Ecco perché, scandisce, quella di oggi è la festa di tutti: non solo "dei santi del calendario", ma di "tanti fratelli e sorelle 'della porta accanto', che magari abbiamo incontrato e conosciuto". Oggi, conclude, "è una festa di famiglia, di tante persone semplici, nascoste che in realtà aiutano Dio a mandare avanti il mondo. E ce ne sono tanti, oggi!".

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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