Martedì 07 Febbraio 2017 - 08:00

Usa, Corte d'appello fissa udienza su 'travel ban' contro musulmani

Continua la battaglia legale sui provvedimenti Trump. Governo: In gioco sicurezza nazionale

Usa, oggi udienza Corte d'appello su 'travel ban'. Governo: In gioco sicurezza nazionale

La Corte d'appello del nono circuito, a San Francisco in California, ha programmato per oggi un'udienza per determinare l'immediato futuro del cosiddetto 'travel ban', la misura decisa dall'amministrazione Trump tramite ordine esecutivo del presidente, che blocca l'ingresso nel Paese dei rifugiati e dei cittadini provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica. I legali del dipartimento di Giustizia hanno infatti presentato ieri la propria memoria difensiva e saranno ascoltati attraverso un'udienza telefonica che prenderà il via alle 15 ora locale, le 24 in Italia, e durerà circa 60 minuti. A condurre l'udienza un collegio di tre giudici, William Canby Jr, nominato dall'ex presidente democratico Jimmy Carter, Richard Clifton, nominato dal repubblicano George W. Bush, e Michelle Taryn Friedland, nominata da Barack Obama. 

Il documento presentato dal dipartimento di Giustizia difende l'ordine esecutivo firmato da Donald Trump come "esercizio legale" previsto dalle competenze presidenziali per garantire la sicurezza nazionale. Venerdì scorso il giudice federale James Robart aveva bloccato temporaneamente l'ordine del presidente, nell'attesa di riuscire ad analizzare le petizioni dei procuratori degli Stati di Washington e Minnesota, entrambi democratici, contrari al veto. 

Sabato notte il governo Trump ha lanciato un ricorso contro la decisione di Robart, accompagnato da una richiesta di urgenza alla Corte d'appello del nono circuito affinché ripristinasse il 'travel ban'. Ma domenica il ricorso è stato respinto e la decisione di Robart è stata tenuta in vigore, aprendo così nuovamente le frontiere a migranti e rifugiati. Ora, se la Corte d'appello del nono distretto respingerà nuovamente la nuova richiesta del governo, è probabile che la battaglia legale arrivi fino alla Corte suprema. Qui, ancora in attesa della conferma di Neil Gorsuch, nominato da Trump per sostituire il defunto Antonin Scalia, i giudici sono otto, quattro progressisti e quattro conservatori. In caso di parità prevale la decisione del tribunale di grado inferiore. 

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